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IL GAY MAICOL E L’EX DONNA GABRIELE NON SONO DIVERSI DAI VARI CECCHI PAONE

nov 10

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di Pierluigi Diaco su “Libero“, diretto da Maurizio Belpietro

Che la Carfagna ce l’abbia con il Gf ci sta tutto: è un ministro, si occupa di pari opportunità, è una competente e affascinante icona del bon ton politico e fa il suo lavoro come si deve. Stupisce, invece, che il ruolo di moralizzatore lo faccia la comunità omosessuale italiana, a cui, a quanto pare, non va giù che gli autori del Gf abbiano inserito all’interno della Casa un gay dichiarato, Maicol, una ragazza con le fregole da maschiaccio, e un trans un po’ spocchioso ma sincero. Come è noto, il Gf non è un talk show e nemmeno un reportage, ma quanto di più squisitamente televisivo e commerciale si possa trasmettere sul piccolo schermo: mediocrità lessicale, modestia culturale, erotismo da caserma, pettegolezzo da bar, gossip da condominio. Tutti ingredienti, evidentemente, che aderiscono perfettamente alla società italiana e al pubblico televisivo, e che da sempre garantisco successo, visibilità, opinione, glamour. La tv risponde ad una regola ben precisa: raccontare cose verosimili è più intrigante e conveniente che raccontare la verità. D’altronde non è compito della tv popolare spacciare verità assolute, ma al contrario missione assoluta degli autori del Gf è iniettare all’interno dello show ingredienti umani che puzzino di vita, di società, di strada. Non importa che i modelli del Gf siano buoni o cattivi, credibili o no, perchè non spetta ad un programma tv educare e formare la personalità di un individuo, e nemmeno proporre esempi da seguire o da imitare. La tv intrattiene, monta la panna, semplifica, esorcizza, inventa e distrugge: è il suo bello, e la gente ha bisogno anche di questo. La gente urge di vite parallele, di sogni artificiali, di ambizioni semplici e moralità dissacrate. L’altro ieri il Direttore di Gay.it, Alessio De Giorgi, ha inviato una lettera al Gf sostenendo che Maicol non rappresenta tutti i gay che circolano fuori dalla Casa del Grande Fratello. Giusto! Ma nemmeno Luxuria, la Concia, Grillini e Cecchi Paone rappresentano dignitosamente i gay italiani, la maggior parte dei quali vive con sobrietà, pudore e semplicità la propria normalissima sessulità. Invece di prendersela con il Gf, non sarebbe il caso di fare autocritica e mandare nelle talk show “modelli” gay meno imbarazzanti, militanti, ideologici e retorici? Purtroppo la leggerezza è un valore poco praticato in Italia a tal punto da delegare al Gf compiti culturali da cui, fortunatamente, il reality show di sottrae con doveroso cinismo.

CRESPI: AL “TRANS” VLADIMIR PREFERISCO L’EXTRACOMUNITARIA BELEN

nov 27

DAL BLOG DI LUIGI CRESPI

L’Italia è il Paese che possiede il più alto numero di partiti comunisti, è un fatto che dal dopo guerra in Parlamento c’è sempre stata una loro rappresentanza diretta che le ultime politiche hanno travolto e cancellato. Ma oggi le cose stanno cambiando, il partito che fu di Togliatti, Amendola, Berlinguer e Pajetta ha trovato finalmente un nuovo leader capace di trascinare la masse operaie sfruttate a nuove straordinarie vittorie, si tratta di Valadimir Luxuria che ha vinto l’Isola dei Famosi battendo il Bidello prodiano di Bologna, la Velina berlusconiana argentina e ancor prima umiliando la contessa De Blank e con essa tutta l’aristocrazia mediatica. Sansonetti, Giordano e Bertinotti tornano a sventolare le bandiere rosse e intonano i canti di lotta in onore del transgender a cui hanno già proposto tutte le candidature possibili. Intanto lei ha già scelto il suo spin doctor con il quale punta di lanciare la sfida che deve portare oltre Veltroni, è Pierluigi Diaco il profeta del gossip politico, ed è già pronta la diffusione volontaria di Novella 2000 che ha preso il posto di Rinasciata nel cuore dei comunisti Italiani. Passi la caduta del muro o i carri armati a piazza Tian’anmen, passi la scoperta che Antonio Gramsci si sia convertito segretamente prima della morte, passi tutto ma che a Luxuria sia dato lo scettro della rinascita della sinistra italiana non la reggo, proprio non ci riesco e domandatevi perchè Marano e Gori hanno deciso che Luxuria vincesse l’Isola, il primo non sarebbe potuto tornare nella sua Varese leghista se avesse consentito ad una extracomunitaria come Belen di portarsi a casa la vittoria, meglio un transgenger anche se “terrone” questa è la vera linea di demarcazione tracciata dalla cultura leghista di cui Marano è il grande mentore.

P.S. Pierluigi Diaco dichiara: “Non sono mai stato lo spin doctor di Luxuria. Ricordo solo di aver presentato Vladimir a Luigi Crespi nel corso di una cena, subito dopo la registrazione televisiva di una trasmissione da me condotta”

LUXURIA: VELTRONI E’ STATA UNA DELUSIONE, LA SINISTRA DEVE RIPARTIRE DA VENDOLA

apr 21

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Vladimir Luxuria, come sempre nella sua vita, continua fare politica anche dopo la sconfitta elettorale della Sinistra Arcobaleno. Vladimir è una “donna” coraggiosa e libera e Diacoblog fa il punto dopo il comitato politico di Rc svoltosi sabato scorso a Roma.

Sono volati i coltelli sabato a Roma?

” No, francamente pensavo che volassero, invece pur essendoci un’aria tesa, è stato comunque un confronto leale, dove è emerso il bisogno di ripartire da zero per costruire una sinistra che sappia rappresentare i bisogni della gente. La linea prevalsa, quella di Ferrero, non mi soprende e mi auguro che al Congresso straordinario di Rc previsto a metà Luglio si torni a ridare la parola alla base. La sinistra può ripartire solo da un rilancio di Rifondazione Comunista”.

Vendola è i leader morale di questa nuova fase?

” Mi auguro di sì, credo che sia la persona che abbia la forza e la capacità per ridare fiducia agli iscritti di Rc”.

Se potessi rivolgerti a Berlusconi, che gli diresti?

” Non ho aspettative su di lui, ma gli consiglio di superare il concetto di donne trasversali e orizzontali a lui tanto caro, e di concentrarsi sulle donne perenemmente “in ginocchio”, vittime della violenza e di opportunità che non sono ancora pari”.

Sei rimasta delusa da Veltroni?

” Non solo io, ma tutto il popolo della sinistra italiana. Sono rimaste deluse tutte le persone che, pur volendo votare Sinistra Arcobaleno, si sono turate il naso e hanno votato Pd per pensando di battere Berlusconi. La campagna mediatica di Veltroni è servita solo a strappare voti a noi”.

LUXURIA NON VOTERA’ A ROMA, MA IN SICILIA. TRA RUTELLI E GRILLINI? NESSUNO DEI DUE

apr 7

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L’On. Vladimir Luxuria è in Sicilia, a Licata, in prov di Agrigento. Il deputato è contento, perchè “qui la gente sta reagendo con entusiasmo alla mia candidatura”. Poi la notizia: pur essendo residente a Roma, non voterà nella capitale, ma in Sicilia. Tra Rutelli e Grillini? Nessuno dei due.

Neanche un insulto per la strada?

” Neanche uno. I siciliani mi adorano. Per le strade, nei mercati, tra la gente ricevo solo strette di mano e sorrisi. Culturalmente parlando la Sicilia è la regione più “transgender” d’Italia: qui le culture si mischiano veramente”.

Ma è vero che lei, pur essendo residente a Roma, non voterà nella capitale ?

“E’ vero. Io non voterò a Roma, ma in Sicilia, perchè, come prevede la legge, posso votare dove sono candidata”.

Si sottrae quindi dalla scelta del sindaco della città dove vive da anni. Se avesse votato avrebbe sostenuto Rutelli o Grillini?

“Non avrei votato per Rutelli”

E per Grillini?

“No Comment”


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