SICILIA/PARLA GIANFRANCO MICCICHE’

Presidente Miccichè, la Prestigiacomo ieri sul Corriere sostiene che Cuffaro rappresenta “la Sicilia dei cannoli”. In effetti ci sono pure delle foto che ritraggono il Presidente della Regione in una situazione “festosa”. Anche secondo lei Cuffaro è il “pasticcere” della politica siciliana con le mani ancora sporche di farina?
“E’ lui che si presenta così, è difficile vederlo diversamente. Noi siciliani siamo avviliti perchè è lo stesso Cuffaro ad offrire questa immagine di Presidente della “Sicilia dei Cannoli”.
In molti hanno scritto che Gianfranco Miccichè sia intenzionato a candidarsi alla Presidenza della Regione alle prossime elezioni. Quindi lei è già in campagna elettorale?
“Io voglio cambiare la Sicilia, non il governatore. E’ evidente che se per cambiare la Sicilia occorresse cambiare il governatore, io sarei disposto a tutto”.
Se Michele Santoro la invitasse ad “Anno Zero”, accetterebbe il confronto in studio?
“No. Ho due esperienze con Santoro e tutte e due sono state infelici. Il montaggio dei suoi servizi è sempre legato ad una tesi che Santoro vuole sostenere. E’ uno a cui non rivolgerei la parola neanche in un’aula di tribunale”.
Dell’Utri è molto severo con Cuffaro e gli ha chiesto più volte di farsi da parte. E’ la stessa posizione di Berlusconi, o il Cavaliere si è fatto sentire con lei privatamente per ribadire sostegno alla presidenza di Toto’ ?
“Il Cavaliere sa che la Sicilia è una terra complessa e difficile da capire. Posso dire solo una cosa: fino ad oggi Berlusconi non ha mai smentito una mia posizione e non credo lo farà questa volta”.
SkyTg24, la all news diretta da Emilio Carelli, ha fatto un sondaggio: secondo l’80% dei partecipanti Cuffaro dovrebbe dimettersi da Presidente della Regione dopo la condanna a 5 anni. A sostenerlo sono anche le donne siciliane di AN. Chi darà voce e rappresentanza a questi cittadini? Ci penserà lei?
“Io sarò molto critico con chi non lavorerà per il bene della mia terra. Cuffaro non ha mai governato la Sicilia: la nostra regione è commissariata dovunque. In Sicilia non c’è una regia e neanche una direttiva precisava. Questa nostra terra va governata, non più amministrata”.





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