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MASTELLA SINDACO DI NAPOLI ?

Giu 24

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Una parte del Pd è con lui. Quello che rimane dell’Udeur è già al lavoro per raccogliere fondi e risorse umane. D’Alema sembra d’accordo. Insomma, Clemente Mastella tenta il riscatto: è pronto a candidarsi alla poltrona di Sindaco di Napoli.

I NEOMELODICI E LA CAMORRA

Giu 2

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Su http://acerra.altervista.org/, Antonio Zunico scrive:

“Un ragazzino sfreccia in pieno centro su una minimoto, cantando delle frasi di una “celebre” canzone napoletana, “nu latitant nu ten chiù nient, fa pur o ben annascus ra gent” quasi a voler imitare quel video di qualche tempo fa, nel quale si vedeva il cantante sfrecciare tra i vicoletti di Napoli su una motocicletta mentre era inseguito dalla polizia. Ed è solo uno dei tanti casi: c’è un fattore che accomuna un po’ la canzone neomelodica alla camorra, spesso e volentieri ci si ritrova a sentire canzoni che fanno del camorrista una persona buona, per bene, che aiuta chi è in difficoltà, creando un alone di tenerezza, passione, come se uno poi fosse latitante per sbaglio, come se non avesse fatto nulla per meritarsi tale soprannome, come se il suo status sociale fosse nato dal nulla, non da azioni che egli stesso ha deciso di compiere.
Cercando in giro ho trovato una canzone di Ciro Rigione, in arte Ciro Ricci, e c’è una frase che mi ha colpito molto e che vi riporto:”Sonn uagliun e miezz a vi, e nun s ponn giudicà, perché chi e cunosc overament, sann ca so e megl ra città…” Bah, come commentare una frase del genere…(continua a leggere)

LA CAMORRA FINANZIA, PRODUCE E PROMUOVE LA MUSICA NEOMELODICA

Giu 1

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In Campania, i cantanti neomelodici sono un esercito: il 90% sono famosi solo nel quartiere in cui cantano, il simbolo di maggior successo di questo genere è stato, in passato, Gigi D’Alessio ma anche altri neomelodici come Gigi Finizio hanno varcato la soglia del successo nazionale.
Due anni fa l’ex Ministro Amato ha affermato che “se il piano contro la criminalità a Napoli avrà successo i neomelodici dovranno cantare altre canzoni o, se esisteranno ancora, non canteranno in napoletano. - Poichè quella dei neomelodici è una cultura che cerca comunque di fare del camorrista un eroe, del carcerato un personaggio positivo, mentre chi lo denuncia è un infame”.
La Camorra a Napoli è diventata anche produttrice e casa discografica:
si occupa di sovvenzionare i cantanti, di pubblicizzarli e di pagare le televisioni locali per la trasmissione dei loro video.
In alcuni casi la Camorra arriva persino a ideare e scrivere (vedi il Boss Luigi Giuliano) i testi che poi saranno cantati da questi “artisti”. Alcuni neomelodici come Lisa Castaldi arrivano a cantare certe canzoni dai titoli emblematici come “Il mio amico camorrista”, in cui si elogiano le qualità di un boss della camorra, o come “Femmena d’onore” in cui se la prende con i pentiti di camorra che denunciano tutto alla polizia. Altri come Fabrizio Ferri cantano “I drogati so buoni wajun”. Ciro Rigione in arte Ciro Ricci recentemente ha dichiarato in tv:“Il camorrista è uno che nel quartiere fa del bene alle persone, da il lavoro alle persone, da da mangiare alle persone.”

Il governo Berlusconi, il Presidente della Regione Bassolino e il Ministro della Cultura Sandro Bondi avranno mai il coraggio di prendere posizione sull’argomento? O il fenomeno viene considerato una faccenda di costume poco rilevante?

IL SENSO DELLO STATO

Mag 27

Ore 1.17 della notte. Ad Onorevole Dj, il programma che conduco tutte le notti su Rtl 102.5, si parla di Napoli e dei suoi numerosi problemi. Chiama Nicoletta, 20 anni, dalla provincia di Chieti: “Questo paese mi fa schifo, non mi fido nè della polizia, nè dei carabinieri. Capisco quei cittadini del Vomero che hanno negato l’affitto di una casa a Roberto Saviano: hanno paura e non si sentono protetti”. Mario, poliziotto, da Trapani:”I napoletani sono tutti ignoranti. Non li sopporto”. Vi risparmio il contenuto degli sms, molti profondamente offensivi nei confronti del capoluogo campano. La tragedia di questo paese è una sola: in una buona parte dei cittadini manca il senso della Stato.

RIFIUTI: PER CAPIRE SE GRILLO HA RAGIONE, NON RESTA CHE “DENUNCIARLO” PER PROCURATO ALLARME

Gen 14

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Non so se le argomentazioni puntuali e documentate di Beppe Grillo siano vere come molti pensano. L’unico modo per appurarlo, a questo punto, è pensare che non lo siano e quindi “denunciarlo” per procurato allarme, come suggerisce Ambrogio Crespi in questo editoriale pubblicato oggi da WWW.CLANDESTINOWEB.COM
- di Ambrogio Crespi

Tanto normale non è Beppe Grillo, questo lo si vede ad occhio nudo, e la sua protesta spesso è di chi contesta, lapidario, superficiale, populista e anche manipolatore, insomma un vero leader politico moderno, ma lui dissimula, si nasconde.

Anche perchè la sua offerta politica è debole, risibile, buona per strappare qualche risata o per alimentare le orde di frustrati che lo inseguono e di cui si alimenta. Insomma avrete capito che la stagione dei Vaffanculo di Grillo non mi trova tra i suoi sostenitori, anzi.
Ma c’è una cosina che mi sfugge, Grillo si è intestato una battaglia contro i termovalorizzatori, cioè gli inceneritori d’immondizia che producono energia bruciandola, denunciando pubblicamente fatti e circostanze precisi: producono poca energia che non basta nemmeno per bruciare l’immondizia, pare inoltre che questi termovalorizzatori siano stati costruiti con i soldi sottratti per le fonti d’energia rinnovabili, e senza questo flusso di denaro statale prelevato dalle nostre bollette, questi impianti dovrebbero dichiarare bancarotta domani.
Ma fino a qui dettagli quasi insignificanti. Grillo sostiene che l’effetto grave dei termovalorizzatori sia il cancro diffuso e di massa. Questi “mostri” di tecnologia rilascerebbero nell’aria e nell’ambiente delle NANOPARTICELLE di residui mettallosi che verrebbero respirati e ingeriti attraverso i prodotti agricoli e causerebbero il cancro. Per suffragare questa allarmante tesi Grillo si è fornito di supporti scientifici di scienziati e tutta la documentazione è reperibile in internet.
In Lombardia negli ultimi 10 anni ne hanno costruiti 13, in Sicilia ne sono in cantiere almeno un paio e la soluzione della monnezza di Napoli pare essere una miracolosa e abbondante costruzione di termovalorizzatori.
IO NON SO se Grillo è un pazzo allarmista ma se quello che dice è falso va denunciato per procurato allarme, ma se fosse vero la denuncia agli amministratori locali dovrebbe essere per procurata strage. Ma la cosa che mi lascia allibito è che nessuno del “Palazzo” dice una parola, per controvertire “l’allarmante Grillo”, lo ignorano, fanno finta di niente, impegnati a scaricarsi immondizia adosso reciprocamente e a trovare il modello elettorale che faccia coincidere gli interessi di tutti. Ma sui danno collaterali da termovalorizzatori neanche una parola. E allora mi preoccupo perché ora voglio sapere se Grillo è pazzo e voglio le prove, perchè se non lo fosse…

A NAPOLI ORGOGLIO SENZA DIGNITA’

Gen 8

Quando anche i pensieri della politica diventano rifiuti, sarebbe auspicabile che i rappresentanti della cosa pubblica si prendessero seriamente le loro responsabilità. Peccato che nessuno in questo paese abbia il coraggio di sottrarsi e restituirsi ad altra vita.Peccato che il Presidente Bassolino abbia perso un po’ quella carica cristiana che lo aveva reso credibile e spendibile perfino in una terra tanto agrodolce come la Campania. Peccato che abbia dimenticato quanto sia nobile ,per un politico ,accettare una sconfitta e offrirsi con candore al giudizio popolare. Peccato che si ostini a resistere,senza se e senza ma,vantando un orgoglio senza dignità.

Che ne pensate?


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