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GIANFRY

mag 24

In tempi di magra e di coiti interrotti, neanche le “crostate” riescono a consolarci come una volta. E non avendo più niente da adorare e da omaggiare come si deve, non ci resta che accodarci e provare a dare un po’ di swing alla moda del momento: Gianfranco Fini. Con assoluta franchezza, va ricordato che il presidente della Camera, subito dopo la sua elezione, ci regalò brividi indimenticabili quando si fece fotografare, insieme con la sua biondissima consorte, avvitato da un divertentissimo pareo zebrato. Le foto, pubblicate da Novella 2000, furono oggetto di simpatiche e profonde conversazioni nei pomeriggi, dal parrucchiere, a P.zza di Pietra. Non solo: le immagini di Gianfry, con pinna, bombola e boccale, mentre si immerge nei mari, ci hanno emozionato a tal punto, da provocarci una riflessione lunga e ragionata, che sa tanto di verdetto: il presidente è uscito dalle acque salate e ha scoperto la respirazione bocca a bocca. Baci divini, ci verebbe da pensare, che lo hanno convertirlo a nuova vita. Il ranocchio, finalmente, è diventato un principe. The end!

di Pierluigi Diaco per “Il Foglio”

EMANUELE FILIBERTO: “NON ESPORREI MAI I MIEI FIGLI IN UN MANIFESTO ELETTORALE”

mag 13

emanuelefilibertodisavoia1

ITALPRESS: “Personalmente, io non esporrei mai i miei figli in un manifesto elettorale. Con mia moglie abbiamo deciso di farli crescere preservandoli dalla notorietà e dal clamore. Comunque non ho giudizi in merito, Casini ha fatto la sua scelta, e la rispetto». Risponde così il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, candidato Udc alle Elezioni Europee, in un’intervista con Pierluigi Diaco pubblicata su “Novella 2000″, domani in edicola. Diaco gli chiede di commentare la campagna di manifesti elettorali che vede il leader dell’Udc Casini ritratto con i suoi figli. “Casini si è risposato due volte e altri parlamentari dell´Udc hanno situazioni familiari più complesse. Come fate a essere credibili in materia?” chiede Diaco a Filiberto. «Ha ragione -risponde il Principe – ma il valore della famiglia nel tempo ha assunto un significato più moderno. Bisogna cominciare a legiferare sul concetto di famiglia allargata, del resto un italiano su tre ha consumato almeno un divorzio. Credere nella famiglia significa mettere sempre al centro l´amore per i figli e allo stesso tempo avere un rapporto di rispetto e comprensione con la persona con cui hai condiviso un amore. Non importa se sia la tua prima o seconda moglie».

DIACO INTERVISTA BOCCHINO PER “NOVELLA 2000″

nov 21

di Pierluigi Diaco per “Novella 2000″

Vicepresidente dei deputati del Pdl. Uomo del presidente della Camera  Gianfranco Fini, amico personale di Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa. Stimato da Sivio Berlusconi. Insomma, Italo Bocchino è un politico in ascesa. E come sempre quando un politico è in ascesa, cominciano anche i pettegolezzi. Nello specifico, si narra di un’amicizia particolare con Mara Carfagna.
Onorevole Bocchino: dica la verità, nient’altro che la verità, sul suo rapporto con il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna.
«La verità è una sola: è un rapporto di amicizia e colleganza, che se non fosse tra un uomo e una donna, sarebbe normale. Aggiungo: se questa donna, poi, non avesse fatto Tv in passato, sarebbe normalissimo. Ho dato una mano alla Carfagna a comprendere la politica e a districarsi in questo ambiente. Ma non consento e non tollero che tutto questo possa essere trasformato in un gossip, soprattutto per non provocare disagi e sofferenze a mia moglie e alla mia famiglia».
È ancora innamorato di sua moglie?
«Per me la famiglia è al primo posto nella mia vita. Ho imparato la lezione dei miei genitori: per 20 anni sono stati una sola persona, poi, quando avevo 21 anni, mia madre è morta e mio padre tutte le mattine e tutte le sere si svegliava e si addormentava con la sua foto accanto a sé. Guardi, io credo nell’indissolubilità del matrimonio, nonostante chiacchiere e gossip. Con mia moglie c’è un rapporto profondo, che va oltre l’amore. È un percorso di crescita culturale e umana. Io mi sono fatto da solo, venendo dalla provincia, grazie all’incontro con due persone che mi hanno cambiato l’esistenza: Pinuccio Tatarella e mia moglie. Lei è la compagna di una vita. Ha il merito di avermi sprovincializzato, facendomi appassionare a tante cose che non conoscevo, come l’arte contemporanea».
È mai scemata la passione tra voi due?
«Non è la passione a tenere insieme una coppia. La passione va cimentata e consolidata con altro, con i figli, la comprensione, la complicità, la curiosità reciproca. La cosa più importante per la vita di tutti noi è trovare una persona con la quale condividere passioni, gioie, dolori,sconfitte e vittorie».
Lei è felice?
«Io mi ritengo felice, ma va detto che la felicità è una situazione della quale non si conoscono gli sviluppi».
Dicono che lei  fatichi a   esternare il dolore. È vero che non ha versato una lacrima quando è morto Tatarella, il suo secondo padre?
«Ho pianto e sofferto molto quando è morto mio padre, ma per Pinuccio Tatarella sono scattate emozioni diverse, più controllate. Per me è stato uno shock: lui non aveva figli, e con lui ho vissuto 12 anni di grande crescita. Con Tatarella ho avuto un’evoluzione psicologica, umana e politica. Quando è morto, è stato uno sgomento. Pensi che lo sogno ancora, almeno una volta alla settimana».
E che le dice in sogno Tatarella?
«So che lo sogno, i ricordi al risveglio sono confusi».
Lei è un ragazzo troppo sensibile. Però so che si sfoga in palestra.
«Palestra ne faccio molta, ma in casa, con mia moglie».
In che senso, scusi? Non vorrei sembrarle malizioso.
«E lo è, infatti. Volevo dire che tre volte alla settimana, dalle 8 alle 9 del mattino, viene un personal trainer in casa e insieme a mia moglie facciamo degli esercizi».
Dopo quattro legislature, una moglie, due figli, ora è vice presidente del gruppo Pdl alla Camera. E ancora di lei si dice che è una promessa. Non si è stufato di passare per “giovane”?
«Ha perfettamente ragione. In Italia ci considerano giovani quando siamo già vecchi, e vecchi quando siamo giovani-vecchi. Ai convegni mi presentano ancora come “il giovane emergente”, e ho 41 anni».
Immagino che Berlusconi l’abbia convinta che si può vivere fino a 120 anni.
«Lui ripete sempre in privato quello che dice in pubblico, ma stavolta a parlare è la scienza. Ha ragione, la vita si è allungata».
Stando a questa tesi, lei non è più giovane, ma un moccioso, e Berlusconi un Presidente pivello. Se vivrà fino a 120 anni, avete risolto il problema della leadership.
«Da qui per i prossimi 48 anni (Silvio ne ha 72), il problema non si porrà».
Rimane un problema e si chiama Daniela Santanchè. Berlusconi la vuole imbarcare nel Pdl, contro il parere della maggioranza del vostro partito.
«Quando è diventata deputato, grazie alla comune amicizia con La Russa, sono stato tra i fondatori del Comitato d’Accoglienza per la Santanchè. Ho stima e simpatia nei suoi confronti, ma ha commesso troppi errori. Ha tirato troppo la corda e non sono disposto a fondare un nuovo comitato».
È vero che lei e la Carfagna state “sponsorizzando” Mario Orfeo alla guida del Tg1?
«Mi piacerebbe avere un ruolo così forte da poter sponsorizzare qualcuno alla guida del primo Tg. Il direttore del Mattino è notoriamente un mio amico e un gran professionista. Comunque non è vero, e voglio anche dire che va riconosciuto a Gianni Riotta il merito di aver sprovincializzato il Tg1: Riotta è un vero professionista».
Dell’Utri ha dichiarato che al Tg3 le conduttrici sono troppo “hard”. Condivide?
«Quelli del Tg3 sono riusciti a costruire un giornale autorevole e evidentemente schierato: sono stati bravissimi. Il fatto che abbiano in conduzione delle donne che bucano il video mi pare un valore aggiunto».
Onorevole, abbiamo finito. Un’ultima curiosità: non si sfugge  a “Dio, Padre e Famiglia”?
«Non sono bachettone, non sono praticante, ho tanti dubbi sulla fede, sono inquieto e tormentato come tutti. Ma mi sento orgogliosamente italiano e davanti al mistero della  vita e della morte, credo ancora che la famigia sia l’unico posto rassicurante».

IO, BERLUSCONI E LA CARFAGNA. PARLA MISS PARLAMENTO, L’ON. LAURA RAVETTO

nov 6

di Pierluigi Diaco per “Novella 2000″

In un momento in cui la Gelmini è sotto attacco per la scuola, la Prestigiacomo è in lite con l´Europa sul clima, la Carfagna ha inaugurato una campagna di ospitate tv per rifarsi dello scandalo intercettazioni, volevamo parlare di di donne e potere, bellezza e pregiudizi
con la deputata del Pdl incoronata Miss Parlamento dai colleghi. Ma quando il nostro inviato si è trovato di fronte questa ex avvocatessa di Cuneo, bella, alta, biondissima, non ha resistito a chiederle tutt´altro…

«La pregherei di non mettersi a braccia conserte davanti a me. Non giochi sulla difensiva».
L´onorevole Laura Ravetto, mi arringa a un tavolo del Bolognese di Roma.
«Lei è una jena», ribatto io. Poi, con la solita paraculaggine: «Ma è anche dolcissima, bellissima, fantasticissima». «Diaco, lei mi fa paura», sentenzia lei.
«Lei no», rispondo io.
Fuori, i flash dei fotografi immortalano la scena, il mio ego innoridisce. Lei: «È inutile che si innevorsisce. Mica scrive per il Corriere della Sera».
Lei ordina un po’ di culatello. Comincia l´intervista con la due volte deputata del Pdl considerata dai colleghi di Montecitorio e Palazzo Madama Miss Parlamento. Reginetta di bellezza di uno schieramento comprensivo di molte sventole, da Nunzia Di Girolamo a Elvira Savino, da Fiorella Ceccacci fino a, ovviamente Mara Carfagna.

Di lei si dice che sia una grande stronza…
«Non gliel’ha detto nessuno, si capisce benissimo che lo pensa solo lei».
Io lo penso. Ma siamo in tanti.
«Faccio di tutto per essere una persona gradevole, ma non si può piacere a tutti».
A me piace così: molto stronza.
«Bene».
L´hanno definita perfino Miss Parlamento. Immagino che la definizione sia di suo gradimento.
«Ho sempre pensato che sia impossibile che qualcuno mi abbia definito così. Comunque, la cosa mi diverte».
Non avrebbe preferito Miss maglietta bagnata?
«Lei è perfido. Guardi che sono orgogliosa della mia assenza di forme».
Dicono pure che lei si sente un po’ la Coco Chanel dela politica.
«Lei è in malafede. Sono stata io a dire che ammiro Coco Chanel: rappresenta un modo meraviglioso di essere donna».
E lei che donna è?
«Tenace, dedita al lavoro, determinata, paziente. Ho un mio altrove, ma lo conoscono solo gli amici più intimi».
E il suo compagno Stefano lo conosce il suo altrove?
«Certo, stiamo insieme da otto anni, un giorno ci sposeremo. Ci siamo conosciuti otto anni fa a una festa a casa di amici. Chiaramente l’ho corteggiato io».
“Chiaramente”? E perché mai?
«Lo corteggiai per prima perché capii subito che era quello giusto per me. Lui ci ha messo più a tempo a convincersene».
Però sono anni che lei dice che si sposerà e non si sposa mai. Lei stessa ha detto che lui nicchia. È la solita storia dell´uomo Peter Pan?
«In generale i trenta-quarantenni di oggi sono un po´ intimiditi dalle coetanee. Alcuni sostengono che sia colpa nostra che risultiamo aggressive, ma io penso invece che gli uomini debbano ancora abituarsi alla nostra conquistata indipendenza. Alle mie amiche dico sempre che dovremmo ricordarcene quando saremo madri di figli maschi: meglio abituarli da piccoli».
Vabbè e quella sera come fu il primo approccio?
«Abbiamo parlato di diritto della concorrenza».
Due giovani avvocati che attaccano bottone parlando di diritto. Che noia!
«Lei crede? Stefano è una persona molto profonda, ma non ci siamo certo innamorati così».
E come?
«Ci siamo frequentati e poi…».
Poi?
«Poi sono affari miei».
Ma quella chiacchierata sul diritto alla concorrenza è stata minimamente erotica?
«Per nulla erotica».
Ravetto, ma lei è noiosissima.
«Diaco, non mi provochi, ché mi sta simpatico».
Anche lei. È bella, competente e pure stronza. Adoro!
«La smetta. Sono una donna impegnata in politica. Si contenga».
Ci provo. Si è depressa per non esser stata nominata ministro o sottosegretario?
«Francamente sono molto serena. Sono presidente di una commissione bicamerale, quella della delegazione italiana presso l´Assemblea parlamentare dell´iniziativa centro-europea».
Si dice che presto Berlusconi varerà nuove nomine.
«Per ora lavoro con passione in parlamento. Poi per il futuro… Ogni decisione dipende dal presidente del Consiglio e dal direttivo del mio partito».
La Carfagna le ha fatto le scarpe. Siete amiche?
«Ci conosciamo. In Parlamento non si alimentano amicizie, ma rapporti professionali».
Insomma non è invidiosa?
«No. Sono serena e sono al servizio della politica. Lavoro per il bene del Paese».
Un politico che lavora per il bene del Paese, immagino che in privato abbia bisogno di leggerezza. Guarda l’Isola dei Famosi?
«Non ho mai guardato una puntata».
Bugiarda.
«È la verità»
Non ci credo.
«Guardo tutti i talk politici e i programmi di Piero Angela su Raitre».
Scusi, ma quello su Raitre è Alberto Angela.
«È vero, è pure sempre un Angela».
Parliamo di cose più consone a lei. Quanto è attratta dal potere?
«Non lo sono ».
Sì, vabbè. E io allora non sono attratto dalla notorietà. Sta di fatto che è sempre stata attratta da Berlusconi.
«Nemmeno. Berlusconi è il mio Presidente. Ha creduto in me. Mi ha permesso di fare politica. E un innovatore. Una persona che ha fiducia nei giovani e valorizza che loro competenze».
Torniamo un attimo a Piero o Alberto Angela. Mi racconti di una puntata che ha visto di recente.
«Una sull’Uruguay».
Sull’Uruguay?
«Certo, un posto dove sono anche stata».
Viaggia molto?
«Ora ho meno tempo».
Ci torniamo insieme?
«Con lei al massimo vado a fare shopping».

Ci salutiamo. Sei ore dopo, ricevo un sms. Questo:
«Comunque confesso. Sono attratta da Berlusconi. Ma dal suo cervello, non dal suo potere, giuro. Le ho detto la verità oggi. Ogni tanto chiami, per parlare di politica e di libertà. Ps. Non sto cercando invano di attuare tecniche di illusioni erotiche come le ha definite lei oggi». Laura R.


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