UN’ALTRA ACCUSA DI PLAGIO PER ROBERTO SAVIANO

«Sono onorato che Saviano su “Repubblica” abbia ripreso un mio articolo, pubblicato su “Oggi” il 25 febbraio. Ma quando usa il lavoro di altri dovrebbe almeno citare le fonti, altrimenti viene il sospetto che se ne stia appropriando». Diacoblog ha raccolto il commento di Andrea Amato, collaboratore del settimanale “Oggi”, che il 25 febbraio 2009 ha pubblicato un’inchiesta dal titolo “Filadelfia, Italia – Viaggio in Calabria, dove chi tradisce i boss paga con la vita”. Domenica 28 giugno, invece, Roberto Saviano ha pubblicato un testo su “Repubblica”, le cui protagoniste sono le donne nelle terre di mafia. Nella parte centrale del suo articolo, l’autore di Gomorra parla della vicenda di una moglie che ha tradito il boss locale con due giovani affiliati, condannandoli a morte. In alcuni passaggi la somiglianza tra i due articoli è “impressionante”(?).
«Saviano a febbraio ha letto il mio articolo, è evidente. A un certo punto fa riferimento alla foto in cui è ritratta Angela Bartucca, moglie del boss Anello. Quella foto è stata pubblicata in esclusiva da “Oggi”, anche perchè mi è stata data personalmente da Angela Donato, la madre di una delle vittime, Santo Panzarella», ci ha spiegato Amato. Roberto Saviano non è nuovo a questo tipo di accuse, mesi fa è stato citato in giudizio da Simone Di Meo, un cronista napoletano, che lo accusa di aver utilizzato in Gomorra stralci di sue inchieste. La prima udienza si terrà a Napoli la mattina del 7 luglio.
I BRANI DELL’ARTICOLO DI ROBERTO SAVIANO, PUBBLICATO SU ‘LA REPUBBLICA’ DEL 28 GIUGNO 2009, PRESSOCHE’ IDENTICI ALL’INCHIESTA PUBBLICATA SUL SETTIMANALE ‘OGGI’ IL 25 FEBBRAIO 2009
Valentino era un ragazzo vicino alla ‘ndrina egemone. Aveva sangue ‘ndranghetista e quindi divenne ‘ndranghetista, lavorava per il boss Rocco Anello. Condannato a morte perché è stato con la moglie del boss. Solo sua madre Anna non vuole crederci. Suo figlio amante della moglie di un boss? Per lei è impossibile: è divenuto da poco maggiorenne, è troppo piccolo. Ammette che Angela veniva anche in casa a prendere il caffè, e da quando suo figlio è sparito, non si è fatta più vedere. Ma per la madre di Valentino questo non dimostra nulla. “Mio figlio non c’entra niente con questa storia”. Insiste a credere vi siano altri motivi, ma per la magistratura antimafia non è così. Per lungo tempo Anna ha dormito sul divano perché lì c’era il telefono ed ha aspettato una chiamata di suo figlio, terrorizzata che in camera da letto potesse non sentire il suono “dell’apparecchio”, come a sud lo chiamano. Così, alla fine, la madre di Valentino si chiude nel silenzio di un dolore che rispetta il silenzio dell’omertà, continuando a negare contro ogni evidenza
L’INCHIESTA DI “OGGI” DI ANDREA AMATO:
Valentino, è scomparso il 26 dicembre 2006. Tutti sanno che Valentino, 19 anni al momento della scomparsa, aveva una relazione “pericolosa” con Angela Bartucca, moglie del boss Rocco Anello, all’epoca in carcere. Valentino aveva anche amicizie “pericolose”, vicine alla ‘ndrina degli Anello, egemone nella zona di Filadelfia. Ma il tradimento del boss non poteva rimanere impunito. Anna Galati, la madre, però, ha sempre negato tutto, anche quest’estate in un’intervista rilasciata alla giornalista de “Il Quotidiano di Calabria”, Caterina Pellegrino, e al nostro fotografo Alberto Giuliani: «Dicono che mio figlio era l’amante della moglie di Anello, ma io non lo so, non ci credo, Valentino era troppo giovane. Angela veniva anche in casa nostra a bere il caffè, ma da quando è scomparso non l’ho mai più vista. Mio figlio non c’entra niente con questa storia». Per mesi Anna ha dormito sul divano, aspettando una telefonata di Valentino, che non è mai arrivata. Si è chiusa in un silenzio fatto di dolore e omertà, perché anche lei è figlia di queste terre.





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