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di Mariano Sabatini
Il tempo fugge e che non si riesca a dare alla tivù di Stato un presidente della Commissione di vigilanza parlamentare, considerata l’originale situazione italiana, preoccupa, e molto. A quanto pare si è usciti dall’impasse sul nome di Leoluca Orlando. Candidatura assurda, non perché l’ex sindaco di Palermo non sia un nome spendibile sul piano dell’autorevolezza, soltanto si vorrebbe qualcuno che di tv s’intenda un minimo. Senza arrivare agli estremi di http://valeriopieroni.ilcannocchiale.it/post/2036505.html che si chiede <<per quali oscuri meriti Leoluca Orlando, l’indiscusso campione dell’antimafia parolaia e mendace e del giustizialismo cieco e negatore del diritto, è il candidato dell’opposizione alla presidenza della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai>>, qualche sforzo sarebbe auspicabile. E ne dà conto http://www.diacoblog.com/2008/09/29/vigilanza-raiil-pd-scarica-orlando-e-punta-su-giovanna-melandri/: << da fonti autorevoli molto vicine al Pd, Veltroni considera definitivamente conclusa la battaglia condotta in questi mesi per portare Leoluca Orlando alla presidenza della Commissione Vigilanza Rai. Le fonti sostengono che Veltroni avrebbe trovato decisamente inopportuna l’intervista rilasciata da Orlando sul Corriere della Sera di oggi (29.9.08). Il segretario del Pd ha già in tasca una soluzione: puntare con forza sull’elezione di Giovanna Melandri>>.
Eccone un’altra. La candidata buona per ogni poltrona, alla faccia del rinnovamento. Allora, se la notorietà, il lungo corso sulla scena mediatica e l’esperienza devono valere, contro la palingenesi ispirata dall’ebbrezza di puntare su nuovi nomi, mi chiedo perché non rimettere al lavoro il grande Sergio Zavoli. Il popolare giornalista, ex presidente Rai, oltre che uomo di raro equilibrio che gli deriva anche dall’età, di tivù e dinamiche politiche non deve imparare niente da nessuno. E darebbe ad entrambi gli schieramenti le dovute garanzie d’imparzialità e gestione super partes.