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GLI EX DIRIGENTI DS TIFANO PER LA SCONFITTA DI WALTER

Apr 9

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Va detto, purtroppo. Ho sentito con le mie orecchie più di uno, tra i più autorevoli dirigenti ex Ds (ora, senza entusiasmo, nel Pd) augurarsi una sconfitta di Walter Veltroni alle elezioni politiche. I motivi sono sostanzialmente due: 1) Veltroni, da segretario dei Ds, ha lasciato il partito al minimo storico, maturando non poche antipatie tra i dirigenti locali che, in seguito, hanno vissuto come una “furbata” l’esperienza al sole di Walter alla guida del Comune di Roma. 2) L’indicazione di Veltroni come “leader del Pd” , in verità, è stata una scelta “disperata”, dettata dalle pressioni mediatiche sul caso Unipol e dall’urgenza di rimediare all’immagine negativa che il centrosinistra ha avuto con la leadership di Romano Prodi.

Sta di fatto, che dentro il Pd, i “diessini”, tifano per l’amato Cavaliere. Ecco, perchè Walter perderà. Ma la domanda è: gli faranno ancora fare il leader del Pd dopo la sconfitta o inizierà un’opera di commissariamento guidata da Fassino, D’Alema e Bersani per controllare l’anima “jazz” di WalterEgo?

PRODI PUNTA ALLA RIVINCITA: PARISI LO VUOLE CANDIDARE A SINDACO DI BOLOGNA

Feb 11

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Prodi tornerà a casa come si deve, alla grande! Arturo Parisi, prodiano vivace e politico fondista, ha deciso come fare a creare nuovi problemi al Pd e al suo leader Walter Veltroni. Ecco la chicca: Prodi candidato del Pd a sindaco di Bologna, con l’appoggio di Verdi, Pdci, Rc e tutta la sinistra radicale possibile. Intanto Franco Grillini si prepara a scendere in campo, per la stessa poltrona, sostenuto da Angius, Boselli e altri simpataci socialisti.

INTERVISTA/ RISPONDE MAURO FABRIS DELL’UDEUR

Feb 5

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On.Fabris, Napolitano domani scioglie le camere. Inizia la campagna elettorale. E’ consapevole che l’Udeur ha la responsabilità di aver fatto cadere il governo Prodi?

” Si. Ci siamo assunti questa responsabilità perchè l’ipocrisia di altri rischiava di produrre contraccolpi gravi. L’Udeur ha preso atto che il centrosinistra ha finito la sua esperienza, e le cause sono anche legate all’alleanza con la sinistra radicale. L’esperienza con il governo Prodi non è stata del tutto negativa, molti aspetti positivi ci sono stati: .non rinneghiamo il lavoro fatto. Ma le pregiudiziali ideologiche della sinistra radicale su alcuni temi, hanno reso il lavoro più difficile.

Vi siete chiariti con Prodi negli ultimi giorni?

“C’è un dato significativo: non abbiamo avuto reazioni dure, reprimende e severe nel centrosinistra. A tutti, anche a Prodi, è chiaro che la responsabilità primaria della caduta del governo è legata alla nascita del Pd. Il Pd ha fermato l’azione di governo.

L’Udeur quindi si allea con Berlusconi? Quali sono i punti in comune?

“Sabato decidiamo al consiglio nazionale. Vogliamo un centro più forte e teniamo la porta aperta. E’ evidente che su una serie di questioni c’è molta sintonia con Berlusconi, soprattutto sui temi etici e internazionali. Anche quando fummo all’opposizione, su alcuni temi, in Parlamento, siamo stati alleati di Berlusconi. Da lui ci divide solo una concezione privatistica dell’alleanza”.

LA ROSA BIANCA C’E’ GIA’ ED E’ DI CENTROSINISTRA

Gen 31

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(ANSA) - ROMA, 31 GEN - La Rosa Bianca? C’e’ gia’ ed e’ vicina al centrosinistra, e i suoi promotori sorridono ogni volta che questo nome viene evocato da esponenti del centrodestra come possibile sigla di una nuova formazione cattolica; infatti, questa associazione nacque proprio per mettere in discussione l’unita’ politica dei cattolici. A fondare l’associazione ”La Rosa Bianca” fu nel 1979 Paolo Giuntella, oggi giornalista Rai, e all’epoca uno dei leader dell’associazionismo cattolico (Azione cattolica, Fuci, Agesci, Acli). Gli aderenti arrivano dal mondo del cattolicesimo democratico. ”E’ stata fondata - ricorda Giuntella - come Associazione di cultura politica e religiosa, di cattolici liberal e personalisti”. Negli anni Ottanta furono importanti le scuole estive che ogni anno si svolgevano a Brentonico, e dove, ricorda ancora Giuntella, sono passati personaggi come Romano Prodi, Pierluigi Castagnetti, Rosy Bindi, Alexander Langer, Stefano Ceccanti, Pietro Scoppola, Giorgio Tonini e anche Walter Veltroni; senza parlare di padre Turoldo o Enzo Bianchi”. Insomma ”molti dei padri tutelari dell’attuale centrosinistra”. ”Ricordo che a Brentonico - dice Giorgio Benigni, animatore dell’Associazione a Roma - frequentavano la scuola Enrico Letta, quando aveva tutti i capelli, o Lapo Pistelli, che allora era un capellone”. ”Oggi e’ una piccola associazione - osserva Giuntella - ma all’epoca fu importante: fu uno dei cantieri dell’Ulivo”. Infatti, sottolinea Benigni, ”era li’ che si teorizzava la fine dell’unita’ partitica dei cattolici, e la morte della Dc. Oggi curiosamente viene evocata da Baccini, come lo fu anni fa’ da Buttiglione: comunque nel centrodestra, e per di piu’ per resuscitare la Dc”. ”Effettivamente e’ curioso - dice sorridendo Giuntella - pero’ i ragazzi della Rosa Bianca, quelli che nel 1943 si opposero a Hitler, erano cattolici e protestanti che oggi sarebbero progressisti: avevano l’idea di un socialismo religioso e umanitario; e anche la nostra Associazione e’ piu’ orientata al cattolicesimo democratica. Anche a livello ecclesiale siamo vicini all’impostazione del card. Martini”. Non per nulla ai Ragazzi della Weisse Rose, la Rosa Bianca, ai fratelli Sopie e Hans Scholl, Veltroni ha voluto intitolare una strada a Roma

CRISI DI GOVERNO: CRESPI SUGGERISCE COSA POTREBBE ACCADERE DOPO IL VOTO AL SENATO

Gen 24

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di Luigi Crespi  per www.clandestinoweb.com

Il sincretismo è l’unico strumento per tentare di leggere gli scenari futuri della politica del nostro bel Paese. Quando scrivo alle 13 del 24 gennaio non sappiamo ancora se Romano Prodi sarà riuscito ad avere la fiducia al Senato, ma poco importa. Comunque vada oggi, la fase politica dell’UNIONE è chiusa, lo svolgersi della cronaca servirà a stabilire il ruolo e la funzione nel prossimo futuro di Romano Prodi. VAI ALLA DIRETTA VIDEO
Si va ad elezioni e probabilmente si voterà entro l’estate di quest’anno, da questo schema sarà difficile sfuggire, ogni altra soluzione è difficilmente e istituzionalmente di difficile attuazione. Ma veniamo ai singoli fattori:

1) Romano Prodi vuole gestire la fase pre elettorale, e cercherà di essere ancora lui il candidato del Partito democratico, sapendo di andare incontro ad una sconfitta ma con l’obbiettivo di fare fuori Veltroni che il professore ha identificato come il grande nemico

 

2) Veltroni è infatti indicato come il colpevole della disfatta prodiana e secondo me questo è una vera “paranoia d’assedio”, i Prodiani, i Margheritini hanno applaudito, osannato Veltroni che alle primarie ha ottenuto milioni di voti per fare quello che sta facendo, se andate a rileggervi gli interventi e le relazioni troverete una coerenza assoluta. Allora ora di cosa si lamentano? Possono accusare Veltroni di fare quello che aveva promesso? Bizzarro no! Dieci anni fa il killer è stato D’Alema che certo nel ’98 non ha brillato in linearità e lealtà, ma oggi evocare il grande complotto o il “Killer Veltroni” è puramente strumentale, e non consente nè a Prodi, nè ai prodiani di capire gli errori che hanno portato il suo governo all’attuale Caporetto.

 

3) La politica oggi non si fa come Mastella o Cuffaro. La gestione del potere, non può essere oscura sincretica, non può essere nascosta, la gente oggi vuole sapere, conoscere, farsi un giudizio su cose dette e fatte che devono essere chiare, limpide e lineari. Vince la politica dei blog, vince chi dice la verità, chi apre le finestre, chi non aumenta la complessità e agisce facendosi capire.

 

4) IL PALAZZO è crollato e i nostri politici sono sotto le macerie, ma non c’è polvere, non c’è rumore, il crollo non è esplicitato e quindi, chi non ha gli occhi nel futuro, non si rende conto che il palazzo non c’è più. E allora traccheggiano, scambiano posti nei consigli d’amministrazione, seggi, poltrone per indulgenza e consenso, e il prestigio delle poltrone non aumenta quello di chi agisce nella politica in questo modo, che è modo vecchio, superato e inviso all’opinione pubblica, sia se si tratta della strafottenza di Cuffaro, sia della sfacciataggine di Mastella o del coraggio guerriero di Prodi, è sempre e comunque roba vecchia.

 

5) L’incapacita di Prodi di farsi capire dalla gente è una sua responsabilità. Pensare che la comunicazione non sia un principio di salvaguardia democratica nasconde una visione aristocratica e presuntuosa che porta al massacro. Prodi ha sfidato la gente, mostrandosi più interessato al consenso parlamentare che non a quello nel Paese.

 

6) Poi c’è la responsabilità sono gli alleati che hanno costruito la loro visibilità sulla sua pelle: Rifondazione, i Comunisti Italiani, Di Pietro, più piccolo era il partito più grossa era la voce che si levava, uno stillicidio quotidiano che oggi non può trovare come capro espiatorio il PD di Veltroni che per sua stessa natura è alternativo a Prodi stesso.

 

Ma se pensate che tutto questo rappresenterà un viatico roseo per il centrodestra, che tutto è scontato e la prossima estate Berlusconi siederà a palazzo Chigi vi sbagliate, perché i problemi se il PD andrà al voto da solo o poco più, sono certo che nasceranno. LA COSA BIANCA che conterrà lo stesso Casini e Mastella vedremo chi candiderà Premier, pensate se dovesse scendere in campo Montezemolo? Poi nascerà la COSA ROSSA, chissà dove finirà Di Pietro? Che ruolo giocherà Grillo? E Storace riuscirà a stare nella coalizione con Fini? E la Lega che i sondaggi danno molto in alto non potrebbe essere tentata di andare da sola?

Il Partito delle Libertà dovrà debuttare e le contraddizioni generate dalla Brambilla in FI esploderanno subito, insomma questo per dire che non dovete pensare al futuro con la testa rivolta all’indietro, gli schemi del passato sono scaduti, il PALAZZO è crollato, in molti fingono che “tutto va bene madama la marchesa” anche perché la vera rivoluzione la faranno gli elettori che quando verranno chiamati al voto riserveranno sorprese e dolori che oggi manco riescono ad immaginare… loro.


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