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DOPO VELTRONI, SARA’ ZINGARETTI IL LEADER DEL PD?

feb 5

nicolapresidente21

di Pierluigi Diaco per “Novella 2000″

È il fratello più piccolo del Commissario Montalbano. Nicola Zingaretti ha quattro anni meno di Luca, ma in politica è più famoso del poliziotto Tv. Presidente della Provincia di Roma, di area Pd, Nicola risponde quotidianamente ai visitatori della sua pagina Facebook che gli chiedono di scendere in campo come futura guida del partito e tagliare il cordone ombelicale con i “padri” nobili Walter Veltroni, Massimo D’Alema e Goffredo Bettini.
Presidente, ho notato la scorta di D’Alema sotto la sua abitazione. Voi due siete divisi da pochi metri. Discutete delle sorti del Pd nel bar sotto casa?
«No, no. Diciamo che non c’è una vita di quartiere che ci unisce, però frequentiamo gli stessi negozi. E poi non sono 100 metri a dividerci, ma un semaforo».
Non mi dica che il Pd è diviso pure nella via dove abitate.
«No, nella nostra via è unito. Almeno qui controlliamo il territorio».
Nostalgia dei tempi in cui D’Alema era l’autorevole leader del Pds/Ds e lei una promessa del partito?
«Solo il ricordo di bellissime esperienze. La prima manifestazione a cui ho partecipato a Piazza del Popolo, che poi non si fece perché lo stesso giorno ci fu l’attentato al Papa, risale agli anni del liceo. Negli anni non mi sono sottratto alle responsabilità: ho guidato la Sinistra Giovanile, sono stato 4 anni a Vienna come Presidente dell’Internazionale Socialista, poi ancora il Parlamento Europeo. Ho contribuito alla costruzione del Pd e so che con la nostalgia non si va da nessuna parte. E non dobbiamo perderci nel vizio di difendere identità che ora non esistono più».
Si, sì. Tutto nuovo. Ma qui a forza di novità si rischia di cambiare leader. Anche lei vuole candidarsi a sostituire Veltroni?
«No, no. Il tema della leadership è un tema a cui si appassionano solo i giornali. I dirigenti del Partito hanno il solo compito di mettersi al servizio di un’idea, di un progetto. Il motore della politica non può essere il mestiere, ma le idee».
Aiuto! Che la politica non deve essere un mestiere è una frase di Veltroni e di Prodi. Anche lei pensa di ritirarsi in Africa prima o poi?
«No, non ho progetti di questo tipo».
Insomma, non possiamo dire che lei faccia il politico di professione. Suo fratello Luca, però, ha cominciato a fare politica prima di lei. Questo si può dire?
«Sì. Luca, da ragazzo, è sempre stato su posizioni più radicali e intransigenti delle mie. Lui militava nel Partito di Unità Proletaria di Lucio Magri. Io per lui ero “un secchione di destra”, nel senso che avevo una visione più morbida della società. Comunque, siamo sempre stati molto uniti e molto complici».
Vi scambiavate di più i vestiti o le ragazze?
«Fisicamente non siamo mai stati simili, quindi non ci scambiavamo i vestiti. Lui da piccolo era molto più atletico di me. Per quanto riguarda le donne… lui era sicuramente un seduttore, io molto meno. Ma non abbiamo mai frequentato le stesse ragazze. Del resto io sto con Cristina da quando avevo 18 anni».
Insomma, suo fratello era uno sciupafemmine e lei già “ammogliato” a 18 anni. Personalità molto diverse.
«Ma molto complici. Non abbiamo mai avuto la stessa comitiva. Diciamo che avevo orizzonti diversi».
Ma lei avrà pure avuto le sue armi di seduzione con il genere femminile.
«Mah, sono sempre stato me stesso. Poi non dovrebbe certo chiederlo a me, ma a quelle che ho sedotto».
Tante?
«Poche».
Anche ragazze di destra? In quegli anni c’era il Fronte della Gioventù.
«Non ho mai chiesto alle ragazze la loro appartenenza politica. Magari mi sarà pure capitato di avere a che fare con ragazze di destra, ma sicuramente a mia insaputa».
Insomma Cristina è stato è ed è l’unico amore della sua vita.
«Non c’è dubbio alcuno. Ci siamo messi insieme che eravamo giovanissimi. Poi più volte ci siamo lasciati e rimessi insieme. Ci conosciamo benissimo, ci vogliamo bene, ci siamo sempre cercati. Tutta la vita. E con l’arrivo delle bambine tutto è diventato ancora più bello. Da quando sono diventato padre ho avuto la sensazione netta di come possa cambiare la gerarchia delle cose importanti. Ora al primo posto ci sono loro».
So che è diventato un mito tra le mamme del quartiere. La vedono tutte le mattine portare le figlie a scuola.
«Guardi, è un grande piacere. Ma è anche una cosa che mi sono imposto. Non prendo impegni la mattina, prima di non avere assolto a questo compito. Accompagno le bambine rigorosamente a piedi. È una bella passeggiata, in cui parliamo di tutto».
La sera, sul divano, sono loro a scegliere cosa guardare in Tv o accendete il televisore solo per guardare il Commissario Montalbano?
«Se c’è Luca lo guardiamo tutti. Quando non c’è, diffilmente accendiamo la Tv. Io non sono un divoratore dei programmi di intrattenimento, ma nemmeno dei talk show politici. A casa, però, siamo tutti appassionati di cartoni animati».
Oppure risponde ai messaggi su Facebook. Proposte indecenti?
«Ma no. Uso Facebook solo per confrontarmi e sottoporre al giudizio della gente i miei punti di vista».
Guarda il sito gossip Dagospia?
«Ogni tanto. Mi divertono di più i video amatoriali su You Tube: dalle feste private di compleanno alle vittorie delle squadre di calcio dilettantistiche. You Tube è il vero reality. Poi vedo il Corriere.it, Repubblica.it, Current.tv, e poco altro. Ma ho un’altra vera grande passione».
Ci dica.
«Cucinare: mi rilassa. Mi piace fare arrosti, il pesce e le paste. Il mio punto di riferimento è Jamie Oliver, un giovane chef che cerca di far amare agli inglesi la buona cucina».
Anche suo fratello ama la buona cucina. E Luisa Ranieri.
«Con Luca e Luisa ci vediamo abbastanza spesso, mangiamo insieme e parliamo di tutto. Luisa è una donna solare e simpatica. Ci vogliamo bene».
Ha qualcosa più delle colleghe Tv?
«Luisa è speciale, soprattutto perché è una carica di buon umore. Poi è intelligente e ironica».
La colonna sonora delle vostre cene casalinghe?
«Ascoltiamo di tutto. Io apprezzo molto Cesare Cremonini, gli Zero Assoluto, i Subsonica e Jovanotti».
Presidente, le passioni non mancano. Se va male in politica, aprirà un ristorante?
«È una buona idea, no?».

ESCLUSIVO/DIACOBLOG. ZINGARETTI: “ROMA CAMBIERA’E DIVENTERA’ LA CAPITALE CULTURALE DEL MONDO”

mar 26

On.Zingaretti, lei è candidato alla Presidenza della Provincia di Roma. So che per la Provincia e la Capatile ha progetti ambiziosi. Vorrei che li raccontasse in esclusiva a Diacoblog.

“Roma è una capitale culturale del mondo. E’ una delle mete di turismo culturale più ambite del pianeta. E grazie al disegno delle politiche culturali delineato negli scorsi anni essa è oramai una città che vanta un’offerta di altissimo profilo. Al completamento di questo disegno mancano, tuttavia, alcuni tasselli cruciali. Due sono in particolare le sfide che ci attendono. La prima è far diventare Roma una capitale mondiale della creatività culturale. La seconda è quella di diffondere l’offerta culturale; far si che anche il territorio circostante Roma diventi un terreno di cultura, non sia più un’area vasta attorno a Roma ma un luogo che valorizzi appieno tutte le sue potenzialità e finisca con il configurare l’area romana come il più grande centro di turismo culturale del mondo. Per raggiungere questi obiettivi è necessaria una strategia congiunta del Comune di Roma e della Provincia di Roma. L’istituzione di un distretto creativo comporta, infatti, l’azione congiunta di Provincia e Città con lo scopo di consentire l’insediamento di gruppi creativi operanti nei vari settori d’interesse, dall’audiovisivo allo spettacolo dal vivo, dalle arti plastiche e visive alla letteratura. Un’azione che passa attraverso la concessione gratuita di spazi individuali e collettivi che consentano lo svolgimento e lo scambio di attività creative e culturali; la previsione di agevolazioni fiscali e tariffarie che alleggeriscano il costo della vita (ad esempio, aliquote agevolate o abolizione dell’ICI, aliquote minime per la tassa rifiuti, agevolazioni sulle utenze); la creazione di una rete di trasporti pubblici leggeri che consenta l’intensificazione degli scambi in occasione di attività creative destinate alla fruizione collettiva. Un’azione che ha alcuni obiettivi ben precisi:  a)                  stimolare e far emergere la creatività in tutte le sue forme, consolidandone la presenza attiva nel territorio comunale; b)                 diffondere in modo equilibrato offerta e domanda di cultura in tutto il territorio provinciale; c)                  intensificare le relazioni tra i mercati della cultura e il tessuto economico e produttivo locale, con particolare riferimento alle opportunità offerte alle imprese che producono beni, servizi e tecnologie per la cultura.  Le azioni per “Roma capitale culturale del Mondo” Le istituzioni1. Istituzione del Comitato per la Città Creativa, costituito da esperti, operatori culturali e rappresentanti delle organizzazioni economiche e produttive. Il Comitato ha la finalità di analizzare i processi di emersione e consolidamento della creatività nel tessuto culturale, sociale ed economico romano, identificando i punti sui quali focalizzare l’azione comunale (infrastrutture, residenze, costo della attività creative, quadro istituzionale e regolamentare, fonti di finanziamento, formazione della capacità progettuale, relazioni tra creatività e inclusione sociale). 2. Istituzione di un Osservatorio Provinciale della Cultura e della Creatività, con il compito di svolgere una periodica ricognizione dello stato del settore culturale e creativo, anche con riferimento ai collegamenti intercorrenti tra attività creative e settori industriale, artigianale e commerciale sul territorio provinciale, con lo scopo di misurare e valutare l’impatto della creatività sul sistema economico provinciale nel suo complesso. Accanto al Rapporto Annuale l’Osservatorio dovrebbe sviluppare specifiche analisi su alcuni profili strategici del settore culturale e creativo, quali ad esempio la tecnologia, il mercato del lavoro e l’evoluzione delle professioni, le aspettative della domanda emergente, i legami con il settore della formazione.  3. Istituzione di uno Sportello Cultura per le Imprese produttive e commerciali, sostenuto da fondi misti  e gestito autonomamente da un’agenzia partecipata, con lo scopo di fornire informazioni, aggiornamenti, strumenti tecnici e assistenza progettuale alle imprese del settore privato interessate a instaurare relazioni di scambio e coprogettazione con le organizzazioni operanti nel settore culturale. Specifica attenzione sarà riservata alle imprese che producono beni, servizi e tecnologia per i beni e le attività culturali.  Gli strumenti1. Istituzione da parte di Provincia e Comune di un Fondo per la Creatività, costituito da finanziamenti pubblici e privati e gestito da un Trust, il cui board dovrebbe essere costituito da personalità indipendenti. Il Fondo prevede l’erogazione periodica di finanziamenti e servizi in-kind (residenze, tecnologie, spazi per la produzione di cultura) in base a bandi annuali cui candidare progetti triennali basati su idee creative, indicandone i processi realizzativi, le ricadute sul territorio, le implicazioni sociali, gli indicatori utili a verificarne il grado di realizzazione.  2. Realizzazione del programma “Arte Quotidiana”, da realizzare nei piccoli centri, nelle periferie e presso le comunità meritevoli di progetti mirati all’inclusione sociale; il programma consiste in azioni di diffusione, coinvolgimento e partecipazione culturale, attraverso laboratori, esperienze e scambi aventi ad oggetto i diversi comparti dell’offerta culturale, includendo anche progetti di arte pubblica nei luoghi di residenza, di committenza sociale nei confronti di artisti contemporanei, e di didattica culturale per famiglie di residenti e di nuovi cittadini.  3. Creazione del Catasto Culturale, ricognizione degli edifici e degli spazi disponibili per la realizzazione di attività culturali permanenti o temporanee, e attivazione di un programma di riabilitazione e valorizzazione attraverso un fondo cui contribuisca il settore privato, anche in cambio della concessione pluriennale degli spazi stessi. Al Catasto culturale possono essere accompagnate misure di agevolazione per l’intervento privato di restauro, attrezzatura e adeguamento dei locali e degli edifici (credito a tasso agevolato, fornitura di competenze tecniche a costo zero, azioni di accompagnamento relative ai servizi a rete, etc.). 4. Realizzazione di una Rete di Trasporti per la Cultura, modificando e adattando la rete esistente con una specifica enfasi sui percorsi culturali dei residenti e dei turisti, con la realizzazione di specifici strumenti informativi sui siti culturali (musei, monumenti, piazze, teatri, etc.) attraversati, e con la possibilità di utilizzare abbonamenti e biglietti della rete urbana di trasporti per ottenere gratuità, sconti e altre facilitazioni relativamente all’acquisto dei biglietti d’ingresso e di altri prodotti quali cataloghi, audioguide,ecc.”


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