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GESU’, IL PRIMO SOCIALISTA DELLA STORIA?

Mar 26

“E’ lui il primo socialista”. Gesu’, “speranza” per i piu’ deboli, e’ il protagonista dello spot di 30 secondi che il Partito socialista di Enrico Boselli, presentera’ sulle tv commerciali nelle ultime due settimane di campagna elettorale. Uno spot che si e’ gia’ tirato addosso gli anatemi di varie parti politiche, in quella che Boselli ha definito una “censura preventiva, astiosa e violenta” e, in occasione dell’anteprima dello spot per la stampa, aggiunge: “Non mi sembra un fatto immorale che i socialisti colleghino il loro umanesimo e i loro valori a quelli cristiani.

Le critiche a certe prese di posizione delle gerarchie ecclesiastiche, nulla hanno a che fare con il rispetto dei principi cristiani e il movimento socialista non e’ mai stato contro la fede o la religione”.

Lo spot, realizzato dalla regista Katia Simmi con immagini tra l’altro da Jesus Christ Superstar e del Vangelo secondo Matteo, con il sottofondo dell’Internazionale in versione elettronica del gruppo militante degli Area, si conclude con lo slogan elettorale: “Chiudi il cerchio, ora vota socialista”.

“Non c’e’ nulla di sacrilego - dice il vicepresidente del sanato, Gavino Angius -, sacrilego era il manifesto della Dc nel ‘48: ‘nell’urna Stalin non ti vede, ma Dio si”… E poi Gesu’, il primo ribelle della storia, e’ di tutti, di tutti coloro che ne sanno raccogliere la forza del messaggio”. “Vogliamo evidenziare - sottolinea Roberto Villetti - la grande ipocrisia di quei politici che pretendono di dirci come dobbiamo comportarci e poi vengono trovati in un bordello… Il messaggio cristiano non riguarda, come in troppi vorrebbero, le questioni dalla cintola in giu’, i divieti sessuali; il suo fondamento, su cui convergono i socialisti, e’ la solidarieta’ con i poveri, con i piu’ deboli”.

E Boselli chiosa: “I ‘dico’? Credo che Gesu’ proprio non se ne occuperebbe, ci sono oggi questioni piu’ serie e piu’ gravi. Non sarebbero certamente la sua preoccupazione principale, anche perche’ il messaggio cristiano e’ prima di tutto un messaggio di liberta’”.

DiacoBlog informa che l’dea dello spot è di quel “genio” di Luigi Crespi.

IL RE DEL PORNO, RICCARDO SCHICCHI, SI CANDIDA AL COMUNE DI ROMA PER IL PS ?

Mar 13

E’ una notizia ancora segreta, ma Diacoblog ne è venuto a conoscenza: il re del porno Riccardo Schicchi ha manifestato la sua disponibilità, in una telefonata hot con l’On. Franco Grillini, a candidarsi nelle liste del Ps alle elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale della Capitale. Boselli sembra contrario, Grillini è incerto, ma Schicchi non molla e ha già pensato alla campagna di comunicazione: VOTA SCHICCHI, SESSO SICURO!

Ma chi è Riccardo Schicchi?

A 14 anni fu espulso dal liceo scientifico che frequentava per essere stato sorpreso a spiare i bagni delle ragazze. Si iscrisse poi al liceo artistico dove si diplomò con specializzazione in fotografia.[1]

Ha iniziato la carriera come fotografo per Epoca, facendo dei reportage da varie zone del mondo. L’incontro con Ilona Staller diede una svolta alla sua vita e carriera. Attratto dal mondo della sessualità, trovò nella disinibita modella ungherese un saldo punto di appoggio. Con lei ha condotto la trasmissione radiofonica Voulez-vous coucher avec moi? per l’emittente Radio Luna, nella quale si parlava di sesso, anche con contributi in diretta degli ascoltatori.

Durante la trasmissione naque il soprannome Cicciolina, prima riferito al nome proprio dell’organo genitale della Staller, poi a tutto il personaggio, infine a tutte le persone che venivano chiamate Cicciolino o Cicciolini. Le trasgressioni del duo continuarono prima con foto erotiche, poi nel 1976 con il primo nudo integrale in un luogo pubblico, una discoteca; nel 1978 il primo seno scoperto mandato in onda dalla Rai nella trasmissione C’era due volte, bissato a Stryx; nel 1979 il primo soft-porno italiano Cicciolina amore mio.

Nel 1983 hanno fondato assieme Diva Futura, agenzia per modelle e modelli che si dedicano al mondo dell’erotismo. Nel 1985 gira il primo film hardcore italiano Telefono Rosso, sempre con Cicciolina.

Dopo un primo tentativo di ingresso in politica con la Lista del Sole negli anni ‘70, entrò nel Partito Radicale di Marco Pannella. Alle politiche del 1987 Ilona Staller fu eletta alla Camera dei deputati, la prima pornostar al mondo ad accedere un parlamento nazionale democraticamente eletta.

Fra le altre modelle lanciate, Malù soprannominata Ramba per il suo personaggio di guerrigliera sexy, e subito dopo (1986) Moana Pozzi. Sempre nel 1986 idea e dirige il primo spettacolo live di erotismo Curve deliziose, con stralci giudiziari che fruttarono una enorme pubblicità sulla carta stampata.

Nel 1990 fu tra i fondatori del Partito dell’Amore, un esperimento quasi parodia dei partiti politici tradizionali, che non arrivò al quorum per la Camera ma comunque ebbe un buon numero di preferenze per la capolista Moana.

Fra le sue scoperte anche Petra, Baby Pozzi, Edelweiss, Milly D’Abbraccio e, più tardi, Eva Henger, che è diventata sua moglie il 9 gennaio 1994. Dopo aver avuto due figli da lei, Mercedes (1994) e Riccardino (1995), la loro unione però è stata sciolta. Sempre nello stesso campo operano anche i nipoti Andrea e Francesco.

Oggi alterna il lavoro a Diva Futura ad apparizioni televisive e interviste, ed ha in progetto un sito e una canale satellitare da dedicare al mondo della pornografia.

Il 28 aprile 2006 è stato condannato in primo grado a 6 anni di reclusione con l’accusa di associazione per delinquere, violazione della legge sull’immigrazione e sfruttamento della prostituzione.[2]

Coinvolto nello scandalo Vallettopoli è stato arrestato e poi scarcerato; nel gennaio 2008 è stato infine condannato a quattro anni di carcere e a una multa di 800 euro per incitamento alla prostituzione


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