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	<title>DiacoBlog &#187; Rai</title>
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	<description>Il blog di Pierluigi Diaco</description>
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		<title>LA SVEGLIA DELLE 4.30 DEL MATTINO</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 15:58:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Diaco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La sveglia delle 4.30 del mattino mi ha regalato un privilegio senza pari: il silenzio della preghiera. Anche la statua di Pasquino, che mi guarda dalla piazza omonima quando apro le finestre, mi saluta con la sobrietà che meritano i primi istanti dell&#8217;alba. La vita è una meraviglia e Dio è sempre più rock. Grazie a Uno Mattina.</p>
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		<title>Pierluigi Diaco a TvBlog: &#8220;Vi racconto come sarà la nostra Unomattina Estate&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 09:41:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Diaco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.diacoblog.com/wp-content/uploads/2010/05/n1530534827_144082_7961.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2567" title="n1530534827_144082_7961" src="http://www.diacoblog.com/wp-content/uploads/2010/05/n1530534827_144082_7961.jpg" alt="" width="591" height="394" /></a></em></p>
<p><em>Oggi su TvBlog arriva <strong>Pierluigi Diaco</strong>. Una carriera iniziata a 15 anni alle dipendenze dell’indimenticato Alessandro Curzi allora direttore di Tmc news proseguita con tanta radio di qualità, l’approdo al neonato Sky Tg24, poi Rainews 24, editorialista di quotidiani fino all’arrivo in questa stagione a Rai1 come opinionista fisso ne “La Vita in diretta”. Un curriculum professionale davvero invidiabile per un ragazzo di trent’anni che dal 31 Maggio prenderà le redini, con <a href="http://www.tvblog.it/categoria/georgia-luzi">Georgia Luzi</a>, di un marchio storico ed importantissimo di Rai1 come “Unomattina Estate”. Come risulta da questa chiaccherata lo farà con educazione e rispetto verso questa nuova avventura e verso la rete che lo ospiterà. Chiaccherata che ci mostra aspetti per certi versi sconosciuti di Pierluigi, un ragazzo pronto a fare il salto verso il grande pubblico della prima rete della Rai, con le idee ben chiare in testa su quello che dovrà essere questa nuova edizione di “Unomattina Estate”. Scopriamole insieme.</em></p>
<p><strong>Che cosa c’entra Pierluigi Diaco con “Unomattina Estate”?</strong></p>
<blockquote><p>“Che domanda! Unomattina è un programma di approfondimento ed infotainment, un brand consolidato di Rai1 da moltissimi anni. Negli ultimi tempi la mia cifra professionale si è divisa fra il giornalismo e l’intrattenimento quindi credo che sia un luogo a me molto naturale. Quando il direttore di Rai1 Mauro Mazza mi ha proposto di condurre Unomattina con Georgia ho trovato la proposta aderente alla mia identità professionale. Chiaramente in passato in termini di conduzioni televisive mi sono misurato maggiormente sull’approfondimento politico in Sky Tg24 e Rainews 24. Questo però è vero in parte perché sia alla radio che in TV o anche nei programmi che ho condotto a Canale Italia ho sempre tentato di occuparmi del costume del paese. Evidentemente il costume e quindi anche un po’ l’umore che il paese vive è una cosa che mi ha sempre incuriosito raccontare.”</p></blockquote>
<p><strong>Con “Unomattina Estate” arrivi così alla conduzione su RaiUno. Una bella soddisfazione ma anche una bella responsabilità?</strong></p>
<blockquote><p>“Sono grato al direttore Mazza. Ho fatto negli ultimi mesi un percorso a Rai1 grazie al capostruttura Toaff e a Lamberto Sposini che mi hanno voluto alla Vita in diretta. Sono entrato in punta di piedi nella famiglia di Rai1. Mi son fatto conoscere da quel tipo di pubblico che mi conosceva in parte, anche se in passato avevo già lavorato per Rai1 avendo condotto alcune edizioni di “Sanremo rock”,ma evidentemente di altra cosa si trattava, avevo vent’anni e mi occupavo per lo più di musica. “</p></blockquote>
<p><strong>Condurrai “Unomattina Estate” dopo aver fatto l’opinionista in varie trasmissioni, ti piace fare l’opinionista ?</strong></p>
<blockquote><p>“Io l’ho fatto solo in un programma l’opinionista che è appunto come ti dicevo la Vita in diretta e poi all’isola dei famosi, ma solo perché apprezzo il programma e stimo Simona Ventura. Non ho mai accettato inviti altrove. Ho scelto di farlo alla Vita in diretta perché stimo molto Daniel Toaff come uomo di prodotto, ha costruito infatti negli anni un grande pomeriggio su Rai1, conosco bene anche Lamberto Sposini, mi trovo un po’ a casa là dentro.”</p></blockquote>
<p><strong>Sei partito come enfant prodige nelle news di Tmc con Alessandro Curzi, cosa ti ha insegnato quel periodo e senza quella sua chiamata avresti fatto ugualmente questo lavoro ?</strong></p>
<blockquote><p>“Avrei fatto questo mestiere, ma non lo stesso percorso. Che volessi fare questo mestiere era ben chiaro in me già negli anni del ginnasio. Ho avuto il privilegio di instaurare con Alessandro Curzi un rapporto speciale e anche emozionante, io non ho avuto il papà e a 15 anni avere come interlocutore un uomo come lui è stato importante, ho visto in lui una figura paterna. Il mio è stato un percorso molto singolare, ho iniziato molto giovane,ho condotto il 3131 a Radiodue a 22 anni, era il programma di approfondimento politico più importante di Radio Rai in quel periodo. Mi son trovato a 25 anni a condurre l’approfondimento politico su Sky Tg24, partecipando allo start up della rete all news diretta da Emilio Carelli. “</p></blockquote>
<p><strong>Fin da giovanissimo hai quindi lavorato molto, non credi di aver dovuto magari sacrificare la vita di un ragazzo di quell’età ?</strong></p>
<blockquote><p>“Per fortuna io ho anche una vita altrove. Nella mia vita privata ho sempre investito molto nelle mie passioni, nelle mie frequentazioni, quindi non mi sono mai trovato a basare la mia esistenza solamente sulle mie attività professionali. Quando per esempio sono andato via da Sky nel 2005 ho fatto una scelta abbstanza radicale, avevo davvero bisogno di fare un mio percorso interiore, di studiare, di viaggiare. All’epoca facevo un programma tutti i giorni su RTL ed uno su Sky Tg24, scrivevo sul Foglio ero molto impegnato e non avevo la possibilità di guardare il mondo con gli occhi di un ragazzo di quell’età. Lavorare sulla sottrazione alla fine poi paga, avevo sempre lavorato nell’addizionare impegni su impegni e quando ho cominciato a capire che il lavoro andava fatto su di me, ecco lì è stato sofferente dal punto di vista dell’accettazione del percorso che volevo fare ma allo stesso tempo è stato entusiasmante. “</p></blockquote>
<p><strong>Com’è lavorare in radio ?</strong></p>
<blockquote><p>“Lavorare in radio è come andare dall’analista. Io da 15 anni ascolto tutti i giorni le storie delle persone, quindi non è quasi più lavoro è la mia vita. Mi confronto quotidianamente con gli ascoltatori, conosco i loro umori, i loro disagi, le loro gioie.”</p></blockquote>
<p><strong>Quanto porterai di questa tua esperienza in Uomattina estate?</strong></p>
<blockquote><p>“Tutto. Voglio portare tutto questo nella mia conduzione. Spero che sarà un programma allegro, serio, autorevole, ma soprattutto in cui la parola, in questo intendo proprio il vocabolario, abbia una sua importanza. “</p></blockquote>
<p><strong>Cosa intendi esattamente?</strong></p>
<blockquote><p>“Intendo dire che le parole sono importanti, pesano, alle volte vengono buttate lì. La radio mi ha insegnato una grande capacità di ascolto delle persone che parlano, siano ascoltatori oppure ospiti. Mi piace avere la sensazione che quello che tu stai intervistando ti sta dicendo qualcosa. “</p></blockquote>
<p><strong>Quindi ci sarà molto spazio in questa “Unomattina” per le persone e le loro storie?</strong></p>
<blockquote><p>“Questo certamente, soprattutto per quello che riguarda gli amori. Ho un’idea in testa su cui stiamo lavorando in questi giorni con gli autori. Io spero che la sobrietà e il buon gusto possano trovare spazio nel programma. Poi la responsabilità oltre che di tutta la squadra è mia e di Georgia, con lei c’è una affinità ed una stima reciproca. Ci siamo conosciuti in questa occasione, ci siamo annusati e piaciuti da subito questa è una cosa molto utile anche per il programma. Mi piacerebbe che alla fine di questa avventura, a settembre si dicesse che è stato un programma di buon gusto.”</p></blockquote>
<p><strong>Oltre al buon gusto quale altro tratto vorresti identificasse il programma ?</strong></p>
<blockquote><p>“Sicuramente la leggerezza. Si può essere leggeri senza essere volgari e penso che di questo la televisione italiana ha bisogno. L’idea è di fare un programma sereno, questo paese è costantemente diviso su tutto. Le polemiche sono divnetate uno sport nazionale anche abbstanza gratuito. L’idea che due ragazzi di trent’anni abbiano la possibilità di dare il buongiorno agli italiani con un punto di vista sereno, allegro ma anche autorevole è la sfida che vogliamo vincere. “</p></blockquote>
<p><strong>Radio, televisione e carta stampata cosa meglio e differenze ?</strong></p>
<blockquote><p>“Una domanda che mi fanno spesso, francamente non ci trovo nessuna differenza. Mi piace avere il privilegio di potermi dividere in questi mezzi. Ho sempre tentato nella mia esperienza di far comunicare questi mezzi fra loro. Mi capita spesso di scrivere delle cose per il Foglio o per Libero che sono le stesse poi che magari inoltro al pubblico della radio e viceversa. C’è una affezione speciale per la radio ma solo perché ci ho passato dentro più anni. Tra l’altro la radio non la lascerò. Lascerò la conduzione di “Onorevole Deejay”, che riprenderò però dal prossimo 20 di settembre, perché andando in onda da mezzanotte alle tre e dovendomi svegliare all’alba per “Unomattina” non potrei farla, mentre condurrò al sabato dal 29 maggio “Chi c’è c’è, chi non c’è non parla” sempre su RTL 102.5 dalle 9 alle 11.”</p></blockquote>
<p><strong>A tuo giudizio un giornalista deve saper prendere le distanze fra i due contendenti o schierarsi?</strong></p>
<blockquote><p>“Un giornalista può anche schierarsi ma se fa il conduttore no. Poi evidentemente ci sono molti modi per prendere una posizione durante un programma. Io ascolto moltissimo mi piace molto confrontarmi con il pubblico, tendo spesso a fare delle domande, anche a volte provocatorie però che in qualche modo possano accendere la discussione, non sono mai delle prese di posizione che possano relegare l’interlocutore ad un ruolo passivo.”</p></blockquote>
<p><strong>Con “Unomattina Estate” entri nella squadra di Rai1, ti piacerebbe rimanerci anche per la prossima stagione?</strong></p>
<blockquote><p>“Assolutamente si. Con “Unomattina Estate” iniziamo un percorso insieme,  dovrò dimostrare di essere all’altezza di Rai1.”</p></blockquote>
<p><strong>Chi sono a tuo giudizio le migliori conduttrici televisive ora in televisione ?</strong></p>
<blockquote><p>“Le due donne che io stimo di più sono la Ventura e la De Filippi. Maria De Filippi è una mia passione, esula dalla stima nei confronti dei programmi che fa. Mi piace proprio il fatto che lei sia una donna di prodotto. Mi piace che lei passi la maggior parte del suo tempo negli studi televisivi. Io per un po’ di tempo le sono stato a fianco durante il suo lavoro, ho assistito ai provini di Amici, ed ho visto quindi in prima persona il suo impegno assoluto. Ho anche un bel rapporto di amicizia con Maurizio Costanzo che conosco da un bel po’ di anni. Simona Ventura invece ha inventato un genere televisivo. E’ una donna coraggiosa, spregiudicata ma assolutamente competente.”</p></blockquote>
<p><strong>Cosa ti infastidisce di più della televisione di oggi ?</strong></p>
<blockquote><p>“Mi infastidisce l’approssimazione e quando nei programmi televisivi si impoverisce il linguaggio ed il vocabolario.“</p></blockquote>
<p><strong>Cosa invece ti piace ?</strong></p>
<blockquote><p>“La tv che mi piace è, per esempio, quella fatta negli anni da Gianni Boncompagni, anche se lui da sempre sostiene una tesi un po’ bizzarra, ovvero che “la tv va fatta presto e male”. Poi stimo Maurizio Costanzo e Piero Chiambretti. Sono contento del ritorno in tv della Cuccarini: secondo me farà una grande Domenica In. “</p></blockquote>
<p><strong>Se potessi scegliere una partner per un programma da condurre chi sceglieresti, esclusa Georgia che sarà già al tuo fianco in “Unomattina Estate” ?</strong></p>
<blockquote><p>“Mi piacerebbe condurre un programma dal titolo “Signora mia” insieme a Irene Ghergo. Irene è la persona a cui sono più legato in assoluto, è la mia migliore amica. Sarebbe un programma dedicato all’universo femminile, la cosa più bella che c’è.”</p></blockquote>
<p><strong>Hai conosciuto da poco Georgia Luzi,  cosa pensi di lei dopo questi primi giorni di lavoro assieme?</strong></p>
<blockquote><p>“E’ una donna che ha una grandissima disciplina e questa cosa mi colpisce perché anche io sono abbastanza pignolo quando lavoro. E’ preparata, simpatica, sono rimasto piacevolemente sorpreso da lei. In questi giorni ci divertiamo parecchio, è una persona splendida e secondo me ci divertiremo molto insieme anche al di là della professione.”</p></blockquote>
<p>Ringraziamo Pierluigi Diaco per la disponibilità aspettando di vederlo dal 31 maggio su Raiuno con Georgia nella nuova edizione di “<strong>Unomattina Estate</strong>“.</p>
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		<title>AUTORITARISMO TELEVISIVO</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 02:52:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Diaco</dc:creator>
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		<title>COSTANZO A KLAUSCONDICIO: TRA LE GIOVANI PENNE DEL GIORNALISMO STIMO DIACO</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 21:35:30 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.diacoblog.com/2009/12/21/costanzotra-le-giovani-penne-del-giornalismo-stimo-diaco/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>(Apcom) &#8211; &#8220;Ho un buon rapporto con Pippo Baudo e molti altri colleghi della Tv, ma anche un ottimo feeling con le nuove generazioni, con i conduttori più giovani come Carlo Conti e Massimo Giletti&#8221;. A dichiararlo è il presentatore Maurizio Costanzo a Klaus Davi nel programma KlausCondicio in onda su Youtube. &#8220;Loro hanno molta carineria e rispetto nei miei confronti ed io ho un ottimo rapporto con loro &#8211; ha sottolineato Costanzo riferendosi a Conti e Giletti &#8211; Tra le giovani penne del giornalismo, stimo <span>Diaco</span>, ma ce ne sono davvero tanti bravi. Quanto alla tv, trovo che Saccà sia un uomo straordinario e se fossi a capo della Rai lo assumere domani&#8221;.</p>
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		<title>EMANUELE FILIBERTO:&#8221;AL TEATRO ARISTON CON GRANDE UMILTA&#8217; &#8220;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 21:31:26 +0000</pubDate>
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<p>(AGI) &#8220;L&#8217;umilta&#8217; sara&#8217; la mia bussola in questa avventura sanremese&#8221;. Lo dice Emanuele Filiberto Di Savoia a Pierluigi <span>Diaco</span> che lo intervista su &#8220;Il Clandestino&#8221;, domani in edicola. &#8220;So di non essere un cantante, come non ero un ballerino prima di partecipare a &#8216;Ballando con le stelle&#8217; &#8211; osserva Emanuele Filiberto -. Per questo per la partecipazione al Festival di Sanremo sul palco con me avro&#8217; due veri professionisti. Pupo, che e&#8217; uno dei pochi cantanti italiani ad aver venduto oltre 20 milioni di dischi nel mondo e molte delle sue canzoni sono conosciutissime all&#8217;estero. Con noi ci sara&#8217; Luca Canonici, un grande tenore, che canta nei teatri di tutto il mondo e sara&#8217; una sorpresa per il pubblico televisivo italiano. Io non so molto del Festival di Sanremo, non ci sono mai stato ma so che e&#8217; il posto dove quello che dici viene ascoltato. Prima di accettare di immergermi in questa avventura, mi sono informato e ho visto che sono stati tanti i partecipanti in gara nella storia del Festival che non erano dei cantanti puri. Percio&#8217; ho pensato che il Festival sia un momento di spettacolo e nello spettacolo ci sta un progetto che comprenda un bel brano popolare interpretato da due grandi cantanti e da un personaggio conosciuto. Ma, ripeto, accetto le opinioni e le critiche di tutti ed entrero&#8217; all&#8217;Ariston con grande umilta&#8217; &#8220;.</p>
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		<title>CHIAMBRETTI E&#8217; LA NOSTRA SINISTRA TELEVISIVA, TUTTO IL RESTO E&#8217; NOIA</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 13:17:34 +0000</pubDate>
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di Pierluigi Diaco su &#8220;Il Foglio&#8220;, diretto da Giuliano Ferrara
Altro che Santoro, Travaglio e compagnia. Altro che Dandini, Fazio e Bertolino. Altro che chiacchiere sulla libertà d&#8217;informazione, tutte pateticamente autoreferenziali e noiosamente previste dal copione standard da cui ormai attingono tutti i martiri di professione. Se è vero, come evidentemente dimostra un attenta riflessione sui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><img class="alignnone size-medium wp-image-2194" title="chiambretti night 10 02" src="http://www.diacoblog.com/wp-content/uploads/2009/09/chiambretti-night-10-02-300x221.jpg" alt="chiambretti night 10 02" width="300" height="221" /></li>
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<p>di<strong> Pierluigi Diaco</strong> su &#8220;<strong>Il Foglio</strong>&#8220;, diretto da<strong> Giuliano Ferrara</strong></p>
<p>Altro che Santoro, Travaglio e compagnia. Altro che Dandini, Fazio e Bertolino. Altro che chiacchiere sulla libertà d&#8217;informazione, tutte pateticamente autoreferenziali e noiosamente previste dal copione standard da cui ormai attingono tutti i martiri di professione. Se è vero, come evidentemente dimostra un attenta riflessione sui dati Auditel, che i vari Santoro in circolazione raccolgono la maggior parte del loro pubblico tra gli elettori di centro-destra che guardando &#8220;Anno Zero&#8221; si ricordano quando erano giovani e belli e militavano anagraficamente a sinistra, allora è altrettanto vero e sacrosanto che c&#8217;è un vasto pubblico giovanile, molto trasversale e che ha vissuto il suo &#8216;68 grazie alla rivoluzione culturale di Silvio Berlusconi e alla canzoni manifesto di Vasco Rossi, che trova in Piero Chiambretti il suo portavoce e la sua bandiera. Questo gioioso e per nulla ideologico pubblico giovanile che pensa e si diverte guardano &#8220;Chiambretti Night&#8221; su Italia 1, èmolto meno prevedibile di come si possa pensare o di come lo si possa liquidare: è figlio di genitori che hanno tradito le loro battaglie giovanili, è composto di ragazzi e ragazze che fanno zapping senza pregiudizio alcuno passando dalla De Filippi alla Gabanelli, è politicamente definibile così, &#8220;berlusconiano di sinistra&#8221;. Si, proprio come Chiambretti. Piero, allevato a pane, Raitre e Bruno Voglino, è il più sofisticato, disinvolto, scafato e sincero conduttore televisivo che puzza di sinistra senza puzzare mai di moralismo e opportunismo. E&#8217; &#8220;berlusconiano&#8221; per volontà divina, e &#8220;di sinistra&#8221; per esigenze puramente terrene. Lavora nell&#8217;azienda del Cavaliere con la nobile missione di fare il dissolutore dell&#8217;ovvio, e forse vota ancora a sinistra per quella torinese e rigorosa nobiltà d&#8217;animo che, ogni tanto, traspare nelle sue piroette televisive. E pensare che quando era ancora in trattativa con Mediaset, prima di sbarcaredefinitivamente in terza serata su Italia 1, Piero ha vissuto momenti di solitudine e sconforto: più volte ha pensato di rinunciare alle lusinghe di Pier Silvio, di tornare eroicamente a barcamenarsi nei tristissimi e pericolosi  corridoi della Rai; ha perfino dovuto sopportare le ramanzine beffarde e  violente di amici e conoscenti che, con amicizia sinistra, tentavano di dissuaderlo iniettandogli dosi massicce di&#8221;sensi di colpa&#8221; e di moralismo coatto. Chiambretti, neanche fosse quel leader riformista tanto atteso dai militanti del PD, ha resistito alle invidie e all&#8217;infamia, e con coraggio e ammirevole disinvoltura, ha accettato la sfida entrando neanche troppo in punta di piedi nella tv di Pier Silvio. Tant&#8217;è che da buon artigiano della tv si è messo subito al lavoro, dirigendo perfino i cantieri di quello che poi sarebbe diventato il più bello studio televisivo in circolazione  nell&#8217;etere, dimostrando  che &#8220;di sinistra&#8221; oggi c&#8217;è rimasto solo il talento, perchè tutto il resto purtroppo lo paga sempre e solo il Cavaliere. Meraviglioso! Un colpaccio del genere televisivo! Una piroetta ben riuscita! Un colpo di teatro da far morire d&#8217;invidia tutti quegli scrittori, ormai solo firmatari di appelli, che di teatrale hanno solo gli spazi che li ospitano a sputare sentenze e odio gratuito. Altro che Santoro, Fazio e la Dandini, Chiambretti sa volare con ali di angelica intelligenza, libero, con spavalderia sabauda, perchè fortunatamente non conosce la tristezza del peccatore di sinistra, nè la disperazione dell&#8217;escluso per vocazione, ma solo la gioa innocente di provocare con malizia e astuzia. Chiambretti è la nostra sinistra televisiva, tutto il resto è noia.</p>
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		<title>VI RACCONTO MICHELE SANTORO</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 11:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Diaco</dc:creator>
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di Pierluigi Diaco su &#8220;Libero&#8220;, diretto da Maurizio Belpietro

29 Agosto 1996. Un dirigente Rai, molto vicino a D&#8217;Alema, si lascia andare ad una gustosissima dichiarazione:  &#8220;Ci siamo liberati di un divismo eccessivo&#8221;. Il riferimento è a &#8220;Michele Chi?&#8221; (definizione coniata dall&#8217;allora presidente della Rai Enzo Siciliano) che da lì a poco trasferirà armi, bagagli e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2175" title="ansa_10429808_17040" src="http://www.diacoblog.com/wp-content/uploads/2009/09/ansa_10429808_17040.jpg" alt="ansa_10429808_17040" width="280" height="354" /></p>
<p>di <strong>Pierluigi Diaco</strong> su &#8220;<strong>Libero</strong>&#8220;, diretto da<strong> Maurizio Belpietro</strong></p>
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<li>29 Agosto 1996. Un dirigente Rai, molto vicino a D&#8217;Alema, si lascia andare ad una gustosissima dichiarazione:  &#8220;Ci siamo liberati di un divismo eccessivo&#8221;. Il riferimento è a &#8220;Michele Chi?&#8221; (definizione coniata dall&#8217;allora presidente della Rai Enzo Siciliano) che da lì a poco trasferirà armi, bagagli e portafogli in casa del Biscione. Tant&#8217;è che Francesco Storace, in quegli anni mastino di ferro di An, dichiara sornione: &#8220;Ci voleva la Rai dell&#8217; Ulivo per cacciare Santoro&#8221;. Il contrasto fra una certa sinistra e l&#8217; inventore di &#8220;Tempo reale&#8221; deflagro&#8217; quando l&#8217; ex presidente della Rai Moratti propose Santoro alla direzione di Raitre. Era la contromossa per stoppare la prima offerta della Fininvest, che corteggiava Santoro già da un anno. L&#8217;allora direttore generale della Rai Minicucci si oppose e cosi&#8217; a Santoro fu dato il &#8220;contentino&#8221; della vicedirezione ad personam. Il conduttore se ne ebbe a male con Massimo D&#8217; Alema, troppo freddo nel sostenerlo e nel &#8220;sponsorizzarlo&#8221; come &#8220;Michele Chi?&#8221; avrebbe voluto e- secondo lui- meritato. E la leggenda vuole che per questo Santoro si vendico&#8217; quando ebbe ospite il segretario del Pds, continuamente interrotto in diretta dagli altri ospiti. Poi le cose sono andate a finire come tutti sanno: l&#8217;azienda di proprietà di Silvio Berlusconi fa un contratto triennale (1996-1999) a quello che nel tempo sarebbe diventato &#8220;Don Santoro&#8221;, facendolo godere di assoluta libertà per il suo  programma &#8216;Moby Dick&#8217;&#8221; . Anzi, va ricordato che con parte del denaro intascato dall&#8217;azienda del Cavaliere, Santoro aprì perfino un ristorante nel centro storico, ma la vita da ristoratore fu brevissima per mancanza di clienti e di amici affammati. Sono passati molti anni, Michele è cresciuto professionalmente e ha creato una squadra vivace e scafata di collaboratori e professionisti del reportage televisivo, ma dal punto di vista umano non solo ha deluso vecchi amici e sostenitori come Peppino Caldarala, ma rischia perfino di deludere se stesso e la propria coscienza, buttando nel cesso uno dei sentimenti più nobili dell&#8217;essere umano: la gratitudine. Sì, la gratitudine verso Berlusconi e pure verso Veltroni. Verso il Cavaliere e verso quel Pci dove Santoro ha studiato l&#8217;autoritarismo delle idee e la dittatura delle opinioni. Fortunatamente in circolazione c&#8217;è ancora un bel libro di Michele De Lucia,  &#8216;Il Baratto&#8217; (ed. Kaos), che si rivela l&#8217;unico e documentatissimo resoconto di come le intese più o meno larghe fra l&#8217;allora comunista Walter Veltroni e Berlusconi siano iniziate già 24 anni fa. Nell&#8217;autunno &#8216;84, infatti, mentre ufficialmente il Pci strepitava contro lo &#8220;strapotere del piduista&#8221;, Achille Occhetto e Veltroni incontrarono segretamente Berlusconi. Da un anno l&#8217;appena 28enne &#8220;WalterEgo&#8221; era stato nominato capo della sezione Comunicazioni di massa del Dipartimento propaganda e informazione, che per il Pci erano un tutt&#8217;uno. E Occhetto era il suo diretto superiore. Nell&#8217;agosto &#8216;84 la Fininvest aveva comprato per 135 miliardi dalla Mondadori il terzo dei suoi canali, Retequattro, salvandola dal fallimento. E Veltroni aveva tuonato: &#8220;Stiamo assistendo a un pesante attacco che tende a consegnare l&#8217;intero settore dell&#8217;emittenza privata nelle mani di uomini implicati nella P2 come Berlusconi&#8221;. Indignazione pubblica, ma trattative private. Come del resto è sempre accaduto anche negli ultimi anni ogni qual volta il centrosinistra ha tentato, invano e senza una reale volontà politica, di risolvere con unal legge il conflitto d&#8217;interesse del Cavaliere. De Lucia infatti ricorda che lo stesso Occhetto rivelerà, anni dopo, l&#8217;abboccamento segreto con Berlusconi: &#8220;L&#8217;incontro &#8211; un po&#8217; carbonaro &#8211; avviene in un&#8217;imprecisata &#8217;sera settembrina&#8217; del 1984, in un salotto di piazza Navona non meglio specificato, né si sa chi sia l&#8217;organizzatore-padrone di casa&#8221;. Lo staff di Berlusconi è al completo. &#8220;Bravi, svegli e manager&#8221;, li definisce Occhetto. Il Pci ha appena effettuato il suo primo (e ultimo) sorpasso sulla Dc alle europee: 33,3 per cento contro il 33. &#8220;Walter e io siamo gli esponenti del più forte gruppo politico d&#8217;opposizione&#8221;, racconta Occhetto. &#8220;Non che non li conoscessimo. Walter ha avuto dei contatti con un esponente del gruppo Fininvest presente all&#8217;incontro, ma li ha interrotti perché diffidavamo&#8221;. La Fininvest propone: &#8220;Si potrebbe affidare alle reti pubbliche tutta l&#8217;informazione, mentre noi trasmetteremmo e produrremmo spettacolo. Ci interessa soprattutto la fiction&#8221;. Occhetto guarda Veltroni e dice: &#8220;Ma questa, Walter, è la tua proposta o sbaglio?&#8221; &#8220;Sì, in realtà è proprio quella&#8221;. Insomma, il messaggio di Veltroni è chiaro: mollate Craxi, e smetteremo di attaccarvi. Berlusconi ringrazia: “Mi fa caldo al cuore l’idea che il Partito comunista, da tempo ormai, si apra alla considerazione di queste realtà con tanto senso concreto, con tanto senso pragmatico…” Bene, comincia in quegli anni la più sensuale, perversa, divertente e pericolosa forma di consociativismo mai vista nella storia della Repubblica, quella che porta Berlusconi ad essere il capo indiscusso della tv commerciale italiana e che regala al Pci l&#8217;opportunità di poter costruire una rete televisiva a sua immagine e somiglianza: Raitre. Bene, il resto è noto a tutti. Raitre diventa negli anni lo spazio franco e il teatro sperimentale delle piroette di Michele Santoro, e lui, ingrato, non solo affina il suo rancore verso chi l&#8217;aveva segnalato e sponsorizzato, ma matura una forma di fanatismo eccezionale tale da consentirgli di indossare l&#8217;abito più suggestivo e artificiale che un giornalista possa sfoggiare: quello dell&#8217;eterno epurato. Bene, ora la domanda è molto semplice: può un giornalista, che per anni ha goduto di protezioni politiche e che ha incassato denaro dalle aziende dall&#8217;attuale Premier, partecipare ad una manifestazione sulla libertà d&#8217;informazione? Può un giornalista, che è il prodotto più riuscito del rapporto tra Rai e politica, scendere in piazza per chiedere alla politica di farsi più in là? No,  che non può. Anzi può, se il suo nome è Michele Santoro.</li>
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		<title>L&#8217;OVVIETA&#8217; DI SINISTRA</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 03:15:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Diaco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di che pasta è fatta questo paese lo sapevamo già. Di che pasta, poi, sono fatti i moralizzatori dei grandi gruppi editoriali, ce ne siamo accorti in tempi non sospetti e alcuni di noi, liberali per vocazione, non hanno fatto troppa fatica a lavorare e pensare ugualmente, magari lontani dalle garanzie di un posticino al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di che pasta è fatta questo paese lo sapevamo già. Di che pasta, poi, sono fatti i moralizzatori dei grandi gruppi editoriali, ce ne siamo accorti in tempi non sospetti e alcuni di noi, liberali per vocazione, non hanno fatto troppa fatica a lavorare e pensare ugualmente, magari lontani dalle garanzie di un posticino al sole. L’Italia vive da anni una grande e patetica tragedia: l’Ovvietà di sinistra. Una patologia contagiosa, un male inguaribile, un handicap che fa tanto tenerezza, una disfunzione cerebrale. L’Ovvietà di sinistra, però, muove il mercato, riempie i teatri e sa fare, meglio di tutti gli altri, la televisione che fa opinione e la radio che fa tendenza. Urge attrezzarsi. Non sarebbe, quindi, affatto male cominciare a mettere più di uno zampino nella nuova RaiTre. Dai, su, coraggio, caro Mauro M.!</p>
<p>di Pierluigi Diaco su &#8220;Il Foglio&#8221;</p>
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		<title>LUCA ARGENTERO AFFIANCHERA&#8217; LA CLERICI A SANREMO. IL 24 AGOSTO LA FIRMA DEL CONTRATTO CON LA RAI</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 12:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Diaco</dc:creator>
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E&#8217; quasi fatta. Il 24 Agosto i legali della Clerici dovrebbero sedersi al tavolo con i dirigenti Rai per la firma del contratto. A quanto apprende DiacoBlog, l&#8217;attore Luca Argentero dovrebbe affiancare la Clerici nella conduzione delle cinque serate del Festival di Sanremo. In ogni puntata è prevista la partecipazione di un grande attore italiano: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #444444;"><img class="alignnone size-full wp-image-2059" title="antonella-clerici" src="http://www.diacoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/antonella-clerici.jpg" alt="antonella-clerici" width="450" height="325" /></span></p>
<p>E&#8217; quasi fatta. Il 24 Agosto i legali della Clerici dovrebbero sedersi al tavolo con i dirigenti Rai per la firma del contratto. A quanto apprende DiacoBlog, l&#8217;attore Luca Argentero dovrebbe affiancare la Clerici nella conduzione delle cinque serate del Festival di Sanremo. In ogni puntata è prevista la partecipazione di un grande attore italiano: oltre a De Sica, già contattati Gigi Proietti e Lando Buzzanca.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>CHI HA AVUTO INTERESSE A MONTARE LA PANNA SU DE BORTOLI ?</title>
		<link>http://www.diacoblog.com/2009/03/10/chi-ha-avuto-interesse-a-montare-la-panna-su-de-bortoli/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 15:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Diaco</dc:creator>
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da www.affaritaliani.it
Quante palle sui giornali sul caso De Bortoli. Come Affaritaliani.it ha ricostruito, egli aveva comunicato il rifiuto al suo editore Emma Marcegaglia, per telefono, già nella giornata di domenica.
Quindi quando ieri mattina, lunedì, tutti i giornali sparavano la notizia di un suo arrivo a Roma alla guida di viale Mazzini in realtà la notizia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-medium wp-image-1636" title="de_bortoli_01" src="http://www.diacoblog.com/wp-content/uploads/2009/03/de_bortoli_01-300x300.jpg" alt="de_bortoli_01" width="300" height="300" /></strong></p>
<p><strong>da <a href="http://www.affaritaliani.it/caso_de_bortoli100309.html">www.affaritaliani.it</a></strong></p>
<p><strong>Quante palle sui giornali sul caso De Bortoli.</strong> Come <em>Affaritaliani.it</em> ha ricostruito, egli aveva comunicato il rifiuto al suo editore Emma Marcegaglia, per telefono, già nella giornata di domenica.<br />
Quindi quando ieri mattina, lunedì, tutti i giornali sparavano la notizia di un suo arrivo a Roma alla guida di viale Mazzini in realtà la notizia era già abbondantemente tramontata. Il candidato aveva già fatto le sue valutazioni (economiche, di status, di carriera, politiche) nei giorni precedenti, a partire dallo scorso giovedì 5, quando gli è arrivata l&#8217;offerta e ne ha informato l&#8217;editore Marcegaglia (&#8220;non vorrei che lo sapeste dai giornali&#8221;).<br />
<strong>E aveva di fatto comunicato sabato l&#8217;esito negativo delle sue verifiche</strong> attraverso il suo giornale, il Sole 24 ORE, con un articolo uscito sabato per la penna di Marco Mele. Titolo: &#8220;I poteri del presidente?Limitati&#8221;. Traduzione: cari Franceschini e Letta, grazie, ma nisba.</p>
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