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“INCONTEMPORANEA” di Francesco Stocchi

Set 29
di Francesco Stocchi per “DiacoBlog”
QUANTO PIACCIONO LE POLEMICS (SOPRATUTTO SE INUTILI)
Inaugurata venerdi scorso la mostra Italics, Arte italiana tra tradizione e rivoluzione 1968 - 2008 a cura di Francesco Bonami. Le polemiche non sono ovviamente mancate. Kounellis si, Kounellis no. Zorian Music si, ma non c’è. Vedova no ma c’è al suo (rarissimo) meglio e De Chirico con il peggio del suo peggior periodo. Palladino per carità, Getulio Alviani chi è costui, e Fernando Melani più comunista o più artista comune? E chi si era dimenticato di Annigoni? Guttuso si rivela più un tradizionalista che un rivoluzionario e dov’è finito il leccato Plessi, profeta in patria? E il grande Mattiacci dov’è? E Nunzio? etc.etc.
Tanti interrogativi come è giusto che susciti una mostra che ripercorre gli ultimi 40 anni di arte italiana, da usare non come ricostruzione storica ma per contestualizzare l’operato dei nostri giovani artisti, per poi capirli e promuoverli come si deve. Ma molto prima di aprire Italics è già al centro di discussioni, criticata e definita come tendenziosa, revisionista, dal taglio antologico fazioso, incompleta, offensiva….. Tutte parole al vento, polemicucce che lasciano il tempo che trovano perché poco utili per instaurare un dibattito costruttivo. L’unica domanda da porci è se deve proprio essere una fondazione privata (per di più francese) e un museo statunitense -l’Art Institute di Chicago che ospiterà la mostra nel 2009- a produrre e promuovere una mappatura dell’arte italiana (quasi 250 opere di oltre 100 artisti degli ultimi 40 anni). Lo sguardo di Italics comincia là dove si fermava l’ultima antologica sull’arte italiana (Metamosphosis dal 1943 al 1968 di Germano Celant nel 1995). Anche in quel caso la mostra fu promossa da un istituzione privata (il Guggenheim di New York) e lo stato italiano a guardare.
Ministro Bondi le cose non cambiano. A quando una netta, trasparente separazione fra carriera politica e gestione museale?






JANNUZZI: ” LA PROTESTA DEI GIROTONDI DI MORETTI ERA PIU’ CIVILE DI QUELLA DEI DIPIETRISTI”

Ago 13

Lino Jannuzzi, ex senatore, giornalista di razza, polemista, uomo di straordinaria simpatia. E’ il portavoce di Sandro Bondi, Ministro della Cultura. Lo raggiungo al telefono.

Ha sentito cosa ha detto Nanni Moretti su Berlusconi ? Il regista sostiene che il Cavaliere ha “spostato un paese e non solo i voti”…

” Si, ho sentito. Sono le solite cose che da anni sostiene Moretti. Fortunatamente lui, a differenza di molti altri detrattori di Berlusconi, sa fare il suo mestiere e in passato ha fatto dei film bellissimi. Pur non condividendo nulla di quello che Moretti sostiene sul Cavaliere, posso dire che era sicuramente più significativa e civile la protesta dei girotondi di Moretti, che quella dei diepristi, grillisti e travaglisti di oggi, insomma quelli di Piazza Navona per capirci. Moretti sa fare il suo mestiere, e non ha niente a che spartire con questi perdigiorno che vanno dietro a Di Pietro e Grillo”.

CULTURA, LINO JANNUZZI: “TUTTI PAZZI PER BONDI”

Mag 26

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Lino Jannuzzi, ex senatore, giornalista di razza, polemista, uomo di straordinaria simpatia. Da un mese è il portavoce di Sandro Bondi, Ministro della Cultura. Lo raggiungo al telefono.

Mi dicono che il tuo cellulare è bollente…

” Chiamano tutti. C’è un clima di grande curiosità nei confronti del Ministro. Lo vogliono incontrare anche registi e autori notoriamente di sinistra. Come è noto, lui è un uomo mite, aperto al dialogo e non fa discriminazioni politiche. Prima o poi avrà il tempo di ricevere le persone che desiderano parlare con lui. Per adesso io e il Capo di Gabinetto rispondiamo al telefono”

Insomma, è scattata la Bondi-mania?

” Il Ministro piace e tutti lo rispettano per la sua cordialità”

Il Ministro ti ha già dedicato una poesia?

“Si, molto tempo fa. E’ stata pubblicata pure su Vanity Fair”. Lui esprime così la sua simpatia”.


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