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BETTINI, IL PD E IL VATICANO HANNO DECISO: RUTELLI CANDIDATO A SINDACO DI ROMA

Feb 4

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Bettini, il Pd di Veltroni e il Vaticano hanno dato il via libera: sarà Francesco Rutelli il candidato sindaco al Comune di Roma. Enrico Gasbarra dovrà aspettare un giro, ma la partità potrebbe riaprirsi se Rutelli decidesse di guidare l’area cattolico-moderata del Pd nel centro-Italia. Intanto un altro sindaco, quello di Torino, Chiamparino, ha deciso di candidarsi alle elezioni politiche: in molti però lo stanno pressando affinchè rimanga al suo posto, considerato il buon operato e la popolarità che si è guadagnato tra i cittadini piemontesi. In Sicilia, nel frattempo, volano coltelli dentro l’ex Cdl: alla presidenza della Regione l’Udc candiderà Raffaele Lombardo, mentre FI imporrà un suo uomo al resto della coalizione: venerdì conosceremo il nome. Di sicuro sarà di sesso maschile.

SICILIA/ANNA FINNOCCHIARO CANDIDATA ALLA REGIONE SICILIANA. FATTO FUORI CRACOLICI DEL PD

Feb 2

 

Palermo. 2 Febbraio 2008
Teatro pieno.
Oltre 2000 persone al Politeama per ascoltare Walter Veltroni che, con diplomazia solita dell’uomo, annucia (senza dirlo) la candidatura di Anna Finnocchiaro alla Presidenza della Regione Siciliana. Giochi chiusi: amarezza per Antonello Cracolici, capogruppo all’Ars del Partito Democratico. Intanto Leoluca Orando organizza le difese: già pronto il comitato elettorale che lo sosterrà come candidato unico dell’Italia dei Valori alla Presidenza.
Il centrodestra a questo punto sarà costretto a rompere gli indugi, e ad annunciare il suo candidato.

ESCLUSIVO/DIACOBLOG. BERLUSCONI HA DECISO: ANGELINO ALFANO CANDIDATO DELLA CDL ALLA GUIDA DELLA REGIONE

Gen 29

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Nel toto presidente in vista delle prossime elezioni regionali in Sicilia, circolano sempre piu’ nomi di papabili candidati alla Presidenza. Se ieri Forza Italia, dopo un vertice a Palermo, ha rivendicato con forza, un proprio candidato per la Casa delle Liberta’, arriva a stretto giro di posta la risposta dall’Mpa. E’ il vice presidente della Regione Sicilia, Lino Leanza, coordinatore regionale del partito in Sicilia, a fare il nome di Lombardo. Secondo Leanza, che prendera’ il posto di Cuffaro in attesa del voto, il “nome giusto per la Regione e’ quello di Raffaele Lombardo”. Ma Lombardo fa sapere di non essere disponibile. Anche Alleanza nazionale lancia gia’ i primi nomi. Dall’ex Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Guido Lo Porto, Domenico Nania e Nicola Cristaldi, anche quest’ultimo ex Presidente dell’ars a Palermo. Nessun nome, al momento, per l’Udc. Ma i giochi sono ancora solo all’inizio. Una cosa è sicura: Gianfranco Micchichè, coraggioso Presidente dell’Ars, e Raffaele Lombardo, leader di Mpa, sono pronti a sostenere Stefania Prestigiacomo come candidata unica della Cdl alla Regione. Peccato che Berlusconi abbia già deciso: il candidato sarà Angelino Alfano, leader “giovane” di FI in terra siciliana.

Sen. Domenico Nania, sembra deciso. Sarà Angelino Alfano il candidato unico della Cdl alla Regione Sicilia?

“Alfano è un buon candidato, ma penso che la candidatura migliore sia quella di Lombardo, perchè una forza come Mpa, che si dichiara autonomista, ha senso se si misura in diretta su quelli che sono i problemi regionali. Le dimissoni di Cuffaro rappresentano la prova evidente del rispetto che lo stesso ha nei confronti dei siciliani. Oggi l’impegno della Cdl deve essere quello di trovare un uomo, e penso a Lombardo, capace di dare nuove risposte ai siciliani”

INTERVISTA A TOTO’ CUFFARO

Gen 22

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Presidente Cuffaro, se durante il dibattito d’aula dovesse percepire un clima ostile, ci vorrà più coraggio a restare al governo della Sicilia o a dimettersi? E lei cosa farà?

“Ci vorrà senz’altro più coraggio a restare che a lasciare tutto e ritornare a vivere da privato cittadino. Ma io come Gandhi penso che “Nulla si ottiene senza sacrificio e senza coraggio. Se si fa una cosa apertamente, si può anche soffrire di più, ma alla fine l’azione sarà più efficace. Chi ha ragione ed è capace di soffrire alla fine vince”. Ed io che le mie scelte le ho sempre fatte apertamente avrò il coraggio di non fuggire e restare a governare la mia meravigliosa terra così come i siciliani mi hanno chiesto e continuano a chiedermi”.

Quali sono le cose di cui và più orgoglioso della sua azione di governo?

“In questi sette anni di Governo, la Sicilia è cambiata. E’ crescita sia in termini di prodotto interno lordo, sia in termini occupazionali che dal punto di vista della fiducia dei cittadini che ora finalmente invertendo una tendenza decennale ispirata alla ricerca del posto fisso o delle provvidenze dello Stato e sono diventati imprenditori. Imprenditori che hanno il coraggio di dire no alla mafia e al racket. Non credo di essere presuntuoso se affermo che il merito è dei siciliani, che hanno deciso di cambiare, ma forse un pò è anche dell’azione del mio Governo.
Molti sono i provvedimenti di cui vado orgoglioso, da quelli per risolvere il drammatico problema della emergenza idrica, a quelli per eliminare l’emergenza rifiuti, al pieno utilizzo dei fondi Europei ma ciò che più mi rende orgoglioso è il fatto che tutto ciò si è realizzato con il massimo della traparenza e legalità.
E proprio nel campo della tutela e della promozione della cultura della legalità che abbiamo profuso forse il maggior impegno anche in termini di risorse economiche. Lo abbiamo fatto nella certezza che, per debellare il cancro mafioso servono atti concreti e non facili slogan retorici.
Parallelamente è proseguita la nostra azione volta a realizzare in Sicilia, uno sviluppo reale che sia da deterrente alla criminalità, perché sono convinto che ogni posto di lavoro onesto sia un’occasione in meno per la mafia. L’azione del governo è stata rivolta a tutti gli ambiti che potrebbero essere permeabili a fenomeni di infiltrazione mafiosa. Come ad esempio il settore degli appalti. Fra gli atti più significativi: il recepimento della normativa quadro nazionale in materia, l’emanazione della legge regionale con la quale sono state istituite nove stazioni appaltanti presiedute da prefetti e questori e magistrati in pensione e la sottoscrizione del protocollo di legalità con l’Autorità di vigilanza sui Lavori pubblici sia nel settore delle acque, sia dei lavori pubblici. Nella gestione dei fondi comunitari il governo regionale ha introdotto misure assolutamente innovative di efficace contrasto alla criminalità organizzata, tanto da essere state poi mutuate da altre regioni italiane, quale ad esempio il protocollo siglato con la Guardia di Finanza per il controllo di gestione dei fondi di Agenda 2000. Questo strumento ha consentito di raccogliere i frutti del lavoro fatto, come dimostrano i dati contenuti nel giudizio generale di parificazione della Corte Dei Conti circa le segnalazioni di irregolarità e frodi. Con coraggio ci siamo assunti la responsabilità di scelte ben precise quali quelle di chiudere 300 discariche abusive e aprire 30 discariche controllate, l’emanazione della direttiva annuale generale di indirizzo volta a garantire la trasparenza degli atti amministrativi, le iniziative in favore di vittime di reati di tipo mafioso, l’abbattimento dell’Irap per le imprese che si ribellano al racket del pizzo, l’insediamento del tavolo del partenariato che coinvolge tutti i soggetti attivi del territorio dalle organizzazioni sindacali alle organizzazioni datoriali che ci aiuteranno nelle scelte da operare per uno sviluppo compiuto del nostro territorio.
Il governo della Regione ha anche realizzato una molteplicità di interventi che hanno come obiettivo la diffusione e divulgazione della cultura della legalità. Basti ricordare gli interventi sul piano formativo delle giovani generazioni, con campagne di educazione alla legalità mirate a tutte la popolazione scolastica di ogni ordine e grado sia attraverso il finanziamento di progetti proposti dalle scuole sia attraverso gli interventi previsti dal progetto legalità in memoria di Paolo Borsellino. In questo ambito basta ricordare il progetto “ i pizzini della legalità”. Sono stati poi finanziati progetti di recupero dei giovani reclusi nei carceri minorili della nostra regione allo scopo di favorire il loro reinserimento nella società. Sostegni sono stati erogati a numerosi consorzi che operano nel contrasto dei fenomeni estortivi e dell’usura. Un ingente investimento di risorse economiche è stato fatto, poi, per realizzare interventi infrastrutturali in favore delle forze dell’ordine, quali, per citarne alcuni, il programma di interventi per la realizzazione di opere di interesse sociale e di infrastrutture primarie, attraverso il quale sono stati finanziati 9 interventi per un valore complessivo di circa 8milioni 200 mila euro, il finanziamento della ristrutturazione dell’adeguamento di un capannone da adibire a laboratorio di indagine chimica della Polizia Scientifica, la cessione di un immobile regionale alla Prefettura di Palermo, quale nuova sede del commissariato San Lorenzo, il protocollo d’intesa fra Regione siciliana, Comune di Palermo e Ministero dell’Interno per facilitare l’iter di realizzazione del polo funzionale della Polizia di Stato a Palermo, previsto dall’accordo di programma quadro “Carlo Alberto Dalla Chiesa” siglato fra Regione siciliana e i Ministeri dell’Interno e delle Finanze.
Ho scelto anche di utilizzare una quota consistente dei fondi riservati a mia disposizione per finanziare gli interventi in favore delle forze dell’ordine, perché solo sostenendo concretamente questi presidi di legalità si può realmente contribuire alla lotta alla mafia. Per supportare l’azione della Magistratura il governo regionale ha fortemente voluto l’approvazione della legge regionale 6 del 31 maggio 2006, ed ha scelto di promulgarla egualmente, nonostante l’impugnativa del Commissario dello Stato e di difenderne l’impianto presso la Corte Costituzionale, che, successivamente, ha avallato la scelta del governo regionale. Attraverso questa norma è stato possibile predisporre un piano straordinario di interventi in risorse umane e materiale in favore della giustizia ordinaria e delle giurisdizioni speciali nonché delle Avvocature distrettuali dello Stato. Per dare corso a tutta la procedura la spesa impegnata complessivamente è stata di quasi 2 milioni di euro”.

Si aspetta una condanna a cinque anni?

“No. Perchè ho la consapevolezza di non aver compiuto gli atti che mi vengono attribuiti, e sono certo di riuscire a dimostrare la mia totale innocenza anche per queste residue accuse nei successivi gradi di giudizio. Credo di aver ampiamente dimostrato di avere fiducia nella magistratura rinunciando per ben due volte all’immunità parlamentare e scegliendo di farmi giudicare. La mia fiducia resta immutata e così il mio rispetto per l’istituzione, chiedo solo che anche gli altri dimostrino lo stesso rispetto”.

Cosa risponde a Miccichè che l’accusa di essere lei a dare l’immagine di “presidente dei cannoli” e quindi non i suoi detrattori a descrivarla così?

“Ribadisco per l’ennesima volte e solo per amore di verità che non ho nè festeggiato né esultato, perché sono perfettamente consapevole del peso della condanna a mio carico. Ho solo detto, e lo ribadisco da tre giorni, per chi vuole ascoltare la verità, che ho provato conforto per una sentenza che stabilisce che io non ho mai favorito né la mafia né i singoli mafiosi. L’ho detto e lo ribadisco, non sento nessuna voglia di festeggiare, evidentemente a qualcuno fa comodo strumentalizzare, anche i gesti più normali della buona creanza com’ è quello di offrire un caffè ai giornalisti intervenuti alla conferenza stampa.
Ed è vergognoso strumentalizzare il fatto che abbia sollevato un vassoio (portato in buona fede da qualcuno dei tantissimi che si sono stretti a me per abbracciarmi) come i tanti giornalisti presenti possono testimoniare al solo scopo di toglierlo dal tavolo dove ci stavamo sedendo per fare la conferenza stampa. Io dico che a nessuno auguro il calvario che abbiamo vissuto in questi lunghissimi cinque anni io e la mia famiglia, ma, quelli che come me hanno dovuto sopportare per tanti anni il dramma di una accusa così infamante credo possono comprendere come ci si senta ad essere sollevati da un’accusa così pesante. Almeno in questo chiedo di essere capito”

DIACOBLOG ATTENDE UN’INTERVISTA CON CUFFARO

Gen 21

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Ho intervistato più volte il Presidente della Regione Sicilia nelle mie trasmissioni alla radio e in tv. Non ho pregiudizi di alcun tipo, e nelle ultime ore gli ho rivolto un nuovo invito, qui sulle pagine del blog. Spero che abbia il tempo e la generosità di rispondere alle considerazioni che Miccichè ha fatto nell’intervista ospitata di seguito a questo post.

Intanto Berlusconi …(Adnkronos) - “Invito il Presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, ad andare avanti nella sua azione di governo. Gli esprimo la mia amicizia e la mia vicinanza. Mi rendo conto che per lui sono giorni difficili ed e’ per questo che l’ho chiamato per rappresentargli a voce i miei sentimenti”. Lo afferma il presidente di Fi, Silvio Berlusconi.

SICILIA/PARLA GIANFRANCO MICCICHE’

Gen 21

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Presidente Miccichè, la Prestigiacomo ieri sul Corriere sostiene che Cuffaro rappresenta “la Sicilia dei cannoli”. In effetti ci sono pure delle foto che ritraggono il Presidente della Regione in una situazione “festosa”. Anche secondo lei Cuffaro è il “pasticcere” della politica siciliana con le mani ancora sporche di farina?

“E’ lui che si presenta così, è difficile vederlo diversamente. Noi siciliani siamo avviliti perchè è lo stesso Cuffaro ad offrire questa immagine di Presidente della “Sicilia dei Cannoli”.

In molti hanno scritto che Gianfranco Miccichè sia intenzionato a candidarsi alla Presidenza della Regione alle prossime elezioni. Quindi lei è già in campagna elettorale?

“Io voglio cambiare la Sicilia, non il governatore. E’ evidente che se per cambiare la Sicilia occorresse cambiare il governatore, io sarei disposto a tutto”.

Se Michele Santoro la invitasse ad “Anno Zero”, accetterebbe il confronto in studio?

“No. Ho due esperienze con Santoro e tutte e due sono state infelici. Il montaggio dei suoi servizi è sempre legato ad una tesi che Santoro vuole sostenere. E’ uno a cui non rivolgerei la parola neanche in un’aula di tribunale”.

Dell’Utri è molto severo con Cuffaro e gli ha chiesto più volte di farsi da parte. E’ la stessa posizione di Berlusconi, o il Cavaliere si è fatto sentire con lei privatamente per ribadire sostegno alla presidenza di Toto’ ?

“Il Cavaliere sa che la Sicilia è una terra complessa e difficile da capire. Posso dire solo una cosa: fino ad oggi Berlusconi non ha mai smentito una mia posizione e non credo lo farà questa volta”.

SkyTg24, la all news diretta da Emilio Carelli, ha fatto un sondaggio: secondo l’80% dei partecipanti Cuffaro dovrebbe dimettersi da Presidente della Regione dopo la condanna a 5 anni. A sostenerlo sono anche le donne siciliane di AN. Chi darà voce e rappresentanza a questi cittadini? Ci penserà lei?

“Io sarò molto critico con chi non lavorerà per il bene della mia terra. Cuffaro non ha mai governato la Sicilia: la nostra regione è commissariata dovunque. In Sicilia non c’è una regia e neanche una direttiva precisava. Questa nostra terra va governata, non più amministrata”.


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