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DAGOSPIA CONSIGLIA WALTER: MEGLIO UNA FINE SPAVENTOSA CHE UNO SPAVENTO SENZA FINE

gen 14

veltroni-schifato

da www.dagospia.com

l vento non sembra proprio voler cambiare per Walterloo: non c’è solo la crocifissione quotidiana di compagni di partito e quotidiani, ora si mette male anche sul fronte televisivo, da sempre il più saldo per l’ex sindaco di Roma…continua

SONDAGGI E PREVISIONI A 6 GIORNI DAL VOTO DI LUIGI CRESPI

apr 8

di Luigi Crespi.- Si apre l’ultima settimana prima del voto e a partire da oggi inizio una rubrica quotidiana dove senza violare la legge sulla par condicio cercherò di rappresentare gli scenari elettorali.
Vi sono alcune ragioni per le quali i sondaggi in questa tornata elettorale rischiano di essere uno strumento ad alta probabilità di errore, con questo intendo dire che lo strumento per sua natura misura la probabilità che un determinato fatto avvenga, ma le probabilità che questa misurazione sia particolarmente fallace in questa tornata elettorale si è moltiplicata in modo esponenziale.

I sondaggi si costruiscono su tre parametri fondamentali, le domande che si pongono al campione, (che sono ormai consolidate e non costituiscono elemento di variabile), l’elaborazione e la riparametrazione con le serie storiche e le regole con le quali il fatto sottoposto ad indagine demoscopia si deve verificare.

Questi fondamentali fattori, oltre ad altri necessari per la riuscita di un buon sondaggio, hanno subito in queste elezioni elementi di grande distorsione, analizziamoli.

Le regole con le quali il fatto sottoposto ad indagine demoscopia si deve verificare diventano elemento di grande problematicità, soprattutto per quanto concerne la legge elettorale, e soprattutto per l’attibuzione dei seggi al Senato.

Sono molti i partiti che nelle varie regioni, anche se a macchia di leopardo, possono o sono nella prossimità di raggiungere quota 8% e visto che la tornata elettorale non si sviluppa su due schieramenti e i soggetti politici che possono aspirare al superamento dello sbarramento si sono moltiplicati è evidente che questo determina un concatenarsi di probabilità, possibilità e calcoli tutti basati su dati marginali che rendono impossibile una previsione credibile sul Senato

In un sondaggio le domande che riguardano il futuro che vengono poste ad un campione rappresentativo di cittadini hanno lo stesso peso rispetto allo studio ed all’analisi delle serie storiche.

Nel 2006 ci siamo trovati di fronte allo stesso problema che ha generato molte differenze tra previsioni e dati reali ma era cambiata la legge elettorale.

Oggi le serie storiche servono a poco perché l’offerta politica è radicalmente cambiata.

Non ci sono due blocchi e la proposta politica che i partiti e schieramenti offrono agli elettori si è radicalmente modificata e questo rende particolarmente liberi gli elettori dai vincoli e dalle dinamiche elettorali abituali.

Insomma ammainate le vecchie bandiere e i vecchi simboli gli elettori non rispondono più per consuetudine al voto, ma tendono a farsi delle domande e questo rende fluido e talvolta imprevedibile il comportamento di alcune fasce dell’elettorato.

A tutto questo si aggiungono gli indecisi che in questa tornata elettorale non sono più numerosi del solito, ma è cambiata la loro natura perché si muovono con tre dinamiche differenti: i qualunquisti che alla fine o non vanno votare o si allineano con il resto degli italiani, gli indecisi di schieramento, cioè quelli che si collocano ad esempio nel centrodestra ma che non hanno deciso se votare PDL o Lega/MPA, ma tra questi ci sono anche coloro che non hanno ancora deciso se votare per lo schieramento di Berlusconi o La Destra di Storace e Santanchè e questo fenomeno è ancora più accentuato tra il PD, la Sinistra Arcobaleno e i Socialisti, e addirittura gli indecisi di sinistra non sanno se votare Sinistra Arcobaleno, Partito Comunista dei Lavoratori o la Sinistra Critica.

La terza categoria sono gli indecisi dell’antipolitica che non trovano collocazione con Grillo, e sono una parte di elettorato disilluso ed estremamente negativo.

Abbiamo parlato delle difficoltà dei sondaggi di misurare, ma questo mi fa anche prevedere una settimana di passione, lentezza negli scrutini, nelle proiezioni, decine di contestazioni ai seggi e quando finalmente sapremo chi ha vinto al nazionale cominceranno gli scrutini delle amministrative.

Insomma preparatevi avremo la prossima settimana densa di conti e polemiche, ma di questo avremo occasione di parlare domani in cui affronteremo il tema della rimonta del PD.

SONDAGGI A CONFRONTO: 5-9 PUNTI SEPARANO LE DUE COALIZIONI A 20 GIORNI DAL VOTO

mar 25

 di Natascia Turato per WWW.CLANDESTINOWEB.COM

 Nel primo giorno di primavera il nostro consueto appuntamento con i sondaggi a confronto di questa settimana, ci consegna una situazione in generale non molto cambiata rispetto alla scorsa settimana: le due maggiori coalizioni separata da un minimo di 6,5 punti ad un massimo di 9.
Otto istituti a confronto sulle intenzioni di voto nazionali.

Il Popolo della Libertà va da un minimo del 35,5% ad un massimo del 41,0%, la Lega da un 4,1% ad un 6,5% e il Movimento per l’Autonomia dallo 0,4% all’1,5%, con la coalizione per Berlusconi Premier che si attesta sui dei dati che vanno dal 43,0% al 45,5%.

Sull’altro versante abbiamo il Partito Democratico che viene valutato da un minimo del 32% ad un massimo del 35% e l’Italia dei Valori dal 2,5% ad un 4,0% e la coalizione che sostiene Waltert Veltroni che oscilla tra un 36,0% ad un 38,4%.

L’Unione di Centro che sostiene Pierferdiando Casini va da un 5,5% ad un 7,0%, la Sinistra Arcobaleno per Bertinotti premier va da un 6,3% ad un 7,7%.

La Destra-Fiamma Tricolore insieme per la Santanchè il dato va dall’1,7 al 4,0% e per finire il Partito Socialista per Enrico Boselli va dallo 0,5% al 2,0%

TERREMOTO NEL MONDO DEI SONDAGGI. NASCE CRESPI RICERCHE

feb 14

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D. Oggi nasce la Crespi Ricerche. E’ il tuo ritorno in prima linea?

R. Io non ho mai lasciato il fronte, anche se ho avuto molte distrazioni negli ultimi 4 anni. Mi sono reso conto che al mio nome è legata una stagione di importanti successi e Crespi vuol dire sondaggi, comunicazione politica, campagne elettorali, innovazione, tecnologia, ecc.. e allora questo valore è bene metterlo in evidenza.

D. Ma non ti bastava Ekma?

R. Ekma ha una vocazione maggioritaria, cioè non si limita all’ambito politico-elettorale ma spazia in tutti i settori della ricerca di mercato, ma a me ciò che interessa maggiormente è la politica che è sempre stata una mia malsana passione.

D. Non è che tutto questo movimento anticipa il tuo ritorno con il Cavaliere?

R. Berlusconi rappresenta il mio passato e tra l’altro credo rappresenti il passato anche per questo sciagurato Paese. Io non escludo mai niente nella vita, ma ritornare a lavorare direttamente per il Cavaliere mi sembra cosa molto improbabile perché non sono venuti meno i motivi che mi hanno allontanato da lui.

D. Allora il gioco è fatto. Tutti sanno che sei stato uno dei primi estimatori di Obama in Italia e allora lavorerai per Veltroni…

R. Guarda Veltroni sta ad Obama come io sto alle gemelle Kesler e comunque non escluso nulla, anche se reputo questa opzione vagamente improbabile.

D. Allora si può sapere con quale coalizione ti apparenterai?

R. Sia chiaro che io non intendo rinunciare al mio simbolo ed al mio nome nel simbolo, ma se ci mettiamo d’accordo sul programma……sicuramente potrò dirti per chi lavorerò ma non il giorno in cui nasciamo perché a oggi ho tanti abboccamenti ma ancora nessuna offerta precisa.

D. Almeno dimmi chi vincerà le elezioni?

R.Il primo sondaggio della Crespi Ricerche dà nettamente in vantaggio Silvio Berlusconi, anche se sono certo che avremo tante e tante sorprese.


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