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SABATINI:”PER LA COMMISSIONE VIGILANZA RAI SAREBBE PERFETTO SERGIO ZAVOLI”

Ott 3

POST E RIPOST su ItaliaOggi

di Mariano Sabatini

Il tempo fugge e che non si riesca a dare alla tivù di Stato un presidente della Commissione di vigilanza parlamentare, considerata l’originale situazione italiana, preoccupa, e molto. A quanto pare si è usciti dall’impasse sul nome di Leoluca Orlando. Candidatura assurda, non perché l’ex sindaco di Palermo non sia un nome spendibile sul piano dell’autorevolezza, soltanto si vorrebbe qualcuno che di tv s’intenda un minimo. Senza arrivare agli estremi di http://valeriopieroni.ilcannocchiale.it/post/2036505.html che si chiede <<per quali oscuri meriti Leoluca Orlando, l’indiscusso campione dell’antimafia parolaia e mendace e del giustizialismo cieco e negatore del diritto, è il candidato dell’opposizione alla presidenza della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai>>, qualche sforzo sarebbe auspicabile. E ne dà conto http://www.diacoblog.com/2008/09/29/vigilanza-raiil-pd-scarica-orlando-e-punta-su-giovanna-melandri/: << da fonti autorevoli molto vicine al Pd, Veltroni considera definitivamente conclusa la battaglia condotta in questi mesi per portare Leoluca Orlando alla presidenza della Commissione Vigilanza Rai. Le fonti sostengono che Veltroni avrebbe trovato decisamente inopportuna l’intervista rilasciata da Orlando sul Corriere della Sera di oggi (29.9.08). Il segretario del Pd ha già in tasca una soluzione: puntare con forza sull’elezione di Giovanna Melandri>>.

Eccone un’altra. La candidata buona per ogni poltrona, alla faccia del rinnovamento. Allora, se la notorietà, il lungo corso sulla scena mediatica e l’esperienza devono valere, contro la palingenesi ispirata dall’ebbrezza di puntare su nuovi nomi, mi chiedo perché non rimettere al lavoro il grande Sergio Zavoli. Il popolare giornalista, ex presidente Rai, oltre che uomo di raro equilibrio che gli deriva anche dall’età, di tivù e dinamiche politiche non deve imparare niente da nessuno. E darebbe ad entrambi gli schieramenti le dovute garanzie d’imparzialità e gestione super partes.

VIGILANZA RAI/IL PD SCARICA ORLANDO E PUNTA SU GIOVANNA MELANDRI

Set 29

A quanto apprende DiacoBlog, da fonti autorevoli molto vicine al Pd, Veltroni considera definitivamente conclusa la battaglia condotta in questi mesi per portare Leoluca Orlando alla presidenza della Commissione Vigilanza Rai. Le fonti sostengono che Veltroni avrebbe trovato decisamente inopportuna  l’intervista rilasciata da Orlando sul Corriere della Sera di oggi. Il segretario del Pd ha già in tasca una soluzione: puntare con forza sull’elezione di Giovanna Melandri.

FAUSTO RACITI SI CANDIDA A LEADER DEI GIOVANI DEL PD

Set 21

Fausto Raciti, 24 anni, catanese, ex segretario della Sinistra Giovanile. A Diacoblog annuncia la sua candidatura alla guida dei giovani del Pd

Ad Ottobre si svolgeranno le primarie dei giovani del Pd. Dicono che lei ha già i numeri per essere nominato il segretario della nuova organizzazione…

” Io sto lavorando per costruire un’organizzazione autonoma dal Pd, cioè un soggetto che abbia una propria soggettività e che non si limiti ad essere la coreografia di un partito. Un’ organizzazione capace di stare nelle scuole e nelle università, ma che soprattutto sia legittimata a parlare dei grandi problemi del paese: dal welfare all’Alitalia, da lavoro all’ambiente, dalla sicurezza allo sviluppo, e di tutti quei temi che sono prioritari nell’agenda politica. Vorrei che i giovani del Pd fossero l’avanguardia del partito. Quindi mi candiderò alle primarie di Ottobre, con l’obiettivo di mettere insieme la cultura da cui provengo (quella della Sinistra Giovanile) e quella dei giovani della Margherita, con la speranza di coinvolgere tanti ragazzi impegnati nell’associazionismo che da un po’ di tempo guardano con curiosità e attenzione al nostro percorso. Mi candido per rappresentare tutti quei ragazzi che vogliono contribuire a costruire, a partire dal 17 e 18 Ottobre, la più grande ed autonoma organizzazione giovanile del paese”.

Si dice che Veltroni guardi con particolare attenzione a questo vostro percorso organizzativo e in molti sostengono che il segretario del Pd farà di tutto per imporre la sua linea…

“Guardi, mi hanno dipinto a volte come il candidato delle correnti contro Veltroni e altre come il candidato di Veltroni contro le correnti. Noi chiediamo a Veltroni e al Pd di sostenerci, ma di non fare opera di ingerenza nella vicenda dell’organizzazione dei giovani del Pd”

LA TESSERA DEL PD

Lug 16

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(Adnkronos) - “Eccola”. Walter Veltroni mostra la tessera nuova di zecca del Pd ai cronisti quando gli chiedono chi avra’ la ‘numero uno’ del partito. Insomma, sara’ il segretario il primo tesserato del Partito democratico. Veltroni insieme a Beppe Fioroni e Andrea Orlando ha presentato oggi l’avvio ufficiale del tesseramento (dopo che il regolamento per metterlo in atto e’ stato approvato dalla Direzione di ieri). Lo slogan della campagna e’: ‘La differenza la fai tu’ e il costo base e’ 15 euro. “Ci rivolgiamo agli elettori delle primarie ma anche a chi crede nella nostra alternativa riformista per la guida del paese e pensa che sia l’unica alternativa politica a Berlusconi”, spiega Veltroni e Fioroni aggiunge che la tessera “andra’ sottoscritta e pagata nel circolo dove si vive e lavora o nelle iniziative pubbliche del Pd, come le 1200 feste democratiche che si svolgeranno in estate”. “L’adesione -aggiunge il segretario- e’ un atto di impegno, non piu’ totalizzante ma importante per essere protagonisti di un processo per un partito che non vuole essere un altro partito, ma un nuovo partito’”. E Fioroni sottolinea a proposito dell’impegno per costruire nuovi circolo in modo che ce ne sia uno in ogni comune: “La creazione dei circoli e’ la migliore risposta a non cercare fuori dal partito, come sta accadendo nelle ultime settimane, luoghi di discussione”.

JENA PER “LA STAMPA”- «Abbiamo aperto le iscrizioni al Pd, lei vuole la tessera firmata da Veltroni in persona?». «Dipende dal prezzo». «Ma è gratis». «Intendevo dire quanto mi date…»

D’ALEMA STA TAGLIANDO L’ERBA SOTTO I PIEDI DI VELTRONI

Lug 15

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di Pierluigi Magnaschi per “Italia Oggi”

 
Ieri si è svolto a Roma, al residence di Ripetta 14,  un convegno della Fondazione Italianieuropei di Massimo D’Alema al quale partecipano altre 13 associazioni (leggi: correnti) sul tema, non certo nuovo, delle riforme. Al convegno ha aderito anche il segretario del Pd, Walter Veltroni, che, non si sa a che pro, ha chiarito ai cronisti che non si tratta di un “convegno”  ma di un semplice  “seminario”. Con questa sottile distinzione, da dibattito sul sesso degli angeli, di cui peraltro ci sfuggono i contorni, Veltroni  ha voluto dimostrare, per via traverse, ciò che tutti hanno capito da tempo e cioè che, con questi incontri, siamo di fronte a un balletto politico con finalità diverse da quelle dichiarate. Un balletto però nel quale, anche se non lo rileva nessuno, la musica la suona D’Alema. L’unico che lo ha rilevato, nero su bianco, e con una prosa ineludibile, perché chiara, è stato il braccio destro di Romano Prodi ed ex ministro della difesa, Arturo Parisi, che, in una lettera pubblicata ieri dal Corriere della sera, ha precisato che “D’Alema, sia pure al riparo di 14 sigle, è il protagonista della giornata”.
La battaglia di D’Alema per indebolire Veltroni dura da un quarto di secolo ma adesso ha assunto delle soffici proporzioni deflagranti. Soffici perchè D’Alema, di fronte a coloro (anche se sono pochissimi quelli che osano dire ciò che vedono) che gli chiedono se vuol mandare a casa Veltroni per prenderne il suo posto, si mette a guardarli in tralice sopra i suoi occhialini, fa l’aria stupita di chi vorrebbe dir loro, paro paro, che non capiscono un tubo, ma poi si trattiene e, se può, si allontana, liberandosi così dall’obbligo e dalla fatica inutile di rispondere a un imbecille. Ma le cose però stanno cosi. Veltroni è accerchiato dagli ex prodiani (e la loro offensiva può essere fastidiosa ma non è certo invincibile) e dalla molto più pericolosa galassia che sta coagulandosi attorno a Massimo D’Alema che è invece pericolosa anche perché costoro continuano a negare le loro intenzioni. Accusano Veltroni di aver costruito un partito liquido, privo di sedi dove maturare programmi. Allora Veltroni propone (o minaccia) un congresso del Pd. Ma loro replicano che si farà, certo, ma solo dopo le elezioni europee dalle quali Veltroni uscirà verosimilmente  impresentabile. Allora Veltroni va avanti per la sua strada. Ma, a questo punto, i dalemiani, pur di far chiarezza, si dicono disposti di fare subito il Congresso del Pd. In attesa, fanno dei mini-congressi come quello di ieri in via Ripetta, dove il segretario del partito viene accolto, non come leader, ma come ospite. Con una tecnica del genere, anche un molare cade senza anestesia.

 

LA “NOVELLA” DEL POTERE

Giu 30

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Il potere tira, appassiona, entusiasma, diverte, convince, fa opinione. La copertina di Novella 2000 che ritrae Gianfranco Fini in larghe intese con la Tulliani, le dolcissime telefonate di Silvio a Saccà, il “panama” del presidente Napolitano, il “Saturno” rosso di Benedetto XVI, la tinta ai capelli di Bassolino, l’amore freddo e frigido di Emma, Berti-Night e la sua Lella, l’agenda bollente di Walter l’africano, il futuro di Del Noce, la vita eterna del Divo. Dai, su, diciamo la verità: i personaggi dello spettacolo e il loro privato sono diventati di una noia incredibile. Di gran lunga più trendy lo spettacolo della politica. Paolo Mieli lo ha sdoganato e Candida Morvillo, con la sua “Novella”, lo ha diabolicamente incoronato.

di Pierluigi Diaco per “Il Foglio”

 


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