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GAY/IMMA BATTAGLIA: ” NON ESCLUDO CHE DIETRO AI FATTI DI ROMA POSSA ESSERCI LA MANO E LA MENTE DI FORZA NUOVA”

ago 26

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‘Apprendiamo con soddisfazione la notizia che Eur Spa, seguendo le indicazioni del Sindaco, abbia gia’ provveduto all’installazione di una nuova telecamera al Gay Village. Rafforzare le misure di sicurezza e’ una risposta concreta che serve ad isolare i violenti”. Lo afferma Imma Battaglia, presidente Di’ Gay Project, organizzatrice Gay Village. ”Cosi’ – prosegue Battaglia – come l’impegno concreto intermini politici venuto da Alemanno nell’incontro di ieri con le associazioni sulla legge anti omofobia. Ora sarebbe necessaria una risposta corale della politica da destra a sinistra che dia il segno di una reazione immediata alla violenza di queste ore. In questo senso – conclude – sono d’accordo con Paola Concia nel ritenere che l’attacco incendiario al Qube possa essere una reazione alle aperure del Sindaco di Roma ma anche un segnale di estrema debolezza di pochi isolati personaggi violenti”.

DiacoBlog intervista la coraggiosa e liberale Imma Battaglia


Roma è diventata omofobica?

” Roma rispecchia l’italia e in italia c’è un livello di cultura e sottocultura. La politica non è responsabile, ma ideologica. Non è Roma ad essere omofobica, ma l’italia ad essere schiava di un clima di tensione e odio”

Tu in passato hai ricevuto minacce da Forza Nuova. Pensi che dietro i fatti di Roma, possa esserci la mente o la mano di questa organizzazione?

“Non lo escludo affatto. Penso che sicuramente le posizioni moderate e liberali del sindaco Alemanno possano aver dissatteso le aspettative di qualcuno e potrebbe esserci un desiderio, di alcune organizzazioni politiche, di alzare la tensione.

Veltroni, rispetto al sindaco Alemanno, è stato più attento o meno sensibile alle richieste della comunità omosessuale?

“Le posizioni sono state diverse. Veltroni, per cultura e formazione, aveva una sensibilità di base sull’argomento. Ma questa sua vicinanza talvolta è stata superficiale e distante: ad un certo punto con lui e la sua amministrazione la comunità non ha più avuto un rapporto. Il Sindaco Alemanno, invece,  ha aperto le porte del comune alla comunità, ci ha incontrati già due volte e ci ha promesso di continuare il dialogo. Da parte di questa amministrazione c’è stata una risposta immediata, ma è chiaro che se Alemanno non avesse reagito tempestivamente sarebbe stato accusato di ambiguità. Ma voglio aggiungere una cosa:  è  un bene che la nuova amministrazione non abbia rapporti privilegiati con alcune associazioni omossessuali, cosa che invece è  accaduta nella gestione Veltroni, provocando una frattura nella comunità LGBT romana”

FLESSIONI

mar 9

Il Pd senza Veltroni, Matrix senza Mentana, il Parlamento senza Bertinotti e Diliberto, UnoMattina senza Luca Giurato, Sanremo senza Pippo Baudo, la Rai senza Fiorello, la Zanicchi senza Amore, Pionati senza Casini, la Vita senza Eluana, molti di noi senza Dio. A puttane l’invincibilità, affanculo gli automatismi del successo, bye bye la fedeltà. Sono tempi di crisi d’identità, di carriere sciupate o umiliate, di schizofreniche ricerche di visibilità, di dubbi mai sciolti e di verità rovesciate, di nuovi costumi e fremiti mai sopiti. Mai più certezze, mai più stabilità, mai più ideologicissime convinzioni, mai più partecipare senza vincere. Rivoluzione! Ognuno far per sè, e il berlusconismo si è meravigliosamente sostituito agli antidepressivi, rischiando perfino di dare nuova vita ai più scettici. Si è prepotentemente insinuato nell’aria un modello culturale spiazzante e già molto solido: si fa quel che si può, si vive di ricordi, tanto l’importante è avere sempre a disposizione un posto, anche piccolissimo, al sole. Nessuno si sogna più di attendere “la primavera” evocata da Battiato, fuori fa sempre freddo e non c’è tempo per discutere delle noiosissime questioni climatiche. Il mondo è straordinariamente bello e inquietante, e il riconoscimento è un sentimento della vigilia. I pensieri deboli hanno rotto i coglioni! Felicità!

di Pierluigi Diaco per “Il Foglio”

FRANCESCHINI VORREBBE SCOPRIRE COME SI VIVE DA INSETTO

feb 26

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Come il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi, anche il nuovo segretario del Pd Dario Franceschini non prende l’aereo. Ma non è noto se la sua paura di volare sia pari a quella di Bondi, che andò in America in transatlantico. Di certo, l’uomo che ha sostituito Walter Veltroni alla guida del partito, viaggia in treno, in seconda classe: non sono pochi i pendolari che se lo sono trovati vicino di posto tra Roma e Ferrara, sua città natale. Rari però sono quelli che hanno potuto parlargli. Franceschini è riservato: alle cene di rappresentanza, che non ama, preferisce serate in trattoria, la prediletta è vicino a via del Tritone a Roma. Del resto, una leggera ma costante malinconia è la caratteristica più evidente del Dario privato. Come ha detto a Vanity Fair, il suo sogno è «essere lo scarafaggio delle Metamorfosi di Kafka. Vorrei scoprire come si vive da insetto». Oltre ad aver scritto due romanzi, Nelle vene quell’acqua d’argento (Bompiani) e La follia improvvisa di Ignazio Rando (Bompiani), annota su un foglietto piccole suggestioni, ricordi, concetti da sviluppare. Sposato con l’insegnante di biologia Silvia Bombardi, ha due figlie, Caterina e Maria Elena. Che di recente hanno trovato in casa una foto del papà quando scriveva sulla Discussione, storico giornale Dc, suo primo partito del cuore.  Aveva capelli lunghi e barba rossa e con le figlie si sarebbe giustificato così: «Ero giovane, e se pur democristiano, già allora mi sentivo progressista». Con loro, il leader Pd ascolta tutto Francesco De Gregori, Di rabbia e di stelle di Roberto Vecchioni, Il contrario di me di Lucio Dalla, L’Allieva di Mina e di recente si è appassionato della voci di Corinne Bailey Rae e di Norah Jones. Riuscirà a non steccare con il Pd?

di Pierluigi Diaco per “Novella 2000″

FREMONO I DS!

gen 13

L’emozione è inarrestabile: i Ds veraci sono pronti all’ammutinamento. Non c’è tempo da perdere. A dettare i tempi della tanto bramata riscossa saranno l’insofferenza nei confronti di WalterEgo e l’agrodolce nostalgia per i giorni in cui l’eroico segretario Fassino, sfidando i menagramo di Palazzo e i detrattori sui giornali, garantiva credibilità e voti al centrosinistra. E’ stato piacevole cazzeggiare all’allegra sagra del Pd, ma come è noto il gioco bello dura poco e per i nuovi Ds è giunta l’ora di fare sul serio. Nelle case delle vecchie segretarie di partito, agli angoli delle strade, tra gli scaffali delle biblioteche piuttosto che nelle sale d’attesa dei centri benessere, si svolgono fugaci e clandestine riunioni con l’intento di progettare al meglio il colpo di coda. L’impresa non sarà certo facile; per questo pare che i più militanti stiano distribuendo ai combattenti per la buona causa un ‘kit di sopravvivenza del perfetto Ds’. Il contenuto ci commuove: un paio di vecchi maglioni, la raccolta delle poesie in forma di rosa di Pasolini, una bottiglia di Sassicaia, il calendario 2009 delle commesse, il contatto Facebook di Piero Fassino. E un trombone da orchestra. Per suonare prepotentemente la carica a quei tromboni del Loft.

di Pierluigi Diaco per “Il Foglio”


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