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LA NOTTE DEL POKER

nov 21
SKY WEEK: NOTTE DEL POKER, DA VENEZIA PRIMO TORNEO ITALIANO (ANSA) - MILANO, 21 NOV - Comincia oggi la terza edizione de La Notte del poker, il primo torneo italiano di poker sportivo prodotto per la tv che andra' in onda su Sky Sport 2 dal 1 al 6 gennaio 2009. Nelle sale di Ca' Vendramin Calergi, palazzo seicentesco sede del Casino' di Venezia, saranno presenti anche Pupo, commentatore e inviato al Casino' di Venezia fin dalla prima edizione, e Edelfa Chiara Masciotta, Miss Italia nel 2005, mentre i telecronisti saranno Fabio Caressa e Stefano De Grandis. La Notte del Poker avra' il montepremi record per un torneo di Texas Hold'Em, interamente realizzato e prodotto in Italia. Infatti grazie agli oltre 300 giocatori iscritti con una quota individuale di 2000 euro, il montepremi finale superera' i 600mila euro. A Venezia, dopo alcuni giorni di tornei satellite qualifiche, sabato 22 e domenica 23 novembre si procedera' con la fase finale del torneo. Nel tardo pomeriggio di domenica avra' luogo il tavolo finale. Prodotto da 2Bcom, alla Notte del Poker partecipano alcuni dei migliori giocatori italiani di Texas Hold'Em, tra cui Dario Minieri, Fabio Bianchi, Sorrel Mizzi, Andrea Bonelli, Daniele Mazzia, Claudio Rinaldi, Carla Solinas, Gino Alacqua, Giorgio Bernasconi, Matteo Pecorella, Giovanni 'Geo' Maresca, Fabrizio Ascari, Simone Rossi, Francesco Nguyen e il vincitore della prima edizione de La Notte del Poker, Massimiliano Rosa.

“INCONTEMPORANEA” di Francesco Stocchi

set 29
di Francesco Stocchi per "DiacoBlog"
QUANTO PIACCIONO LE POLEMICS (SOPRATUTTO SE INUTILI)
Inaugurata venerdi scorso la mostra Italics, Arte italiana tra tradizione e rivoluzione 1968 - 2008 a cura di Francesco Bonami. Le polemiche non sono ovviamente mancate. Kounellis si, Kounellis no. Zorian Music si, ma non c'è. Vedova no ma c'è al suo (rarissimo) meglio e De Chirico con il peggio del suo peggior periodo. Palladino per carità, Getulio Alviani chi è costui, e Fernando Melani più comunista o più artista comune? E chi si era dimenticato di Annigoni? Guttuso si rivela più un tradizionalista che un rivoluzionario e dov'è finito il leccato Plessi, profeta in patria? E il grande Mattiacci dov'è? E Nunzio? etc.etc.
Tanti interrogativi come è giusto che susciti una mostra che ripercorre gli ultimi 40 anni di arte italiana, da usare non come ricostruzione storica ma per contestualizzare l'operato dei nostri giovani artisti, per poi capirli e promuoverli come si deve. Ma molto prima di aprire Italics è già al centro di discussioni, criticata e definita come tendenziosa, revisionista, dal taglio antologico fazioso, incompleta, offensiva..... Tutte parole al vento, polemicucce che lasciano il tempo che trovano perché poco utili per instaurare un dibattito costruttivo. L'unica domanda da porci è se deve proprio essere una fondazione privata (per di più francese) e un museo statunitense -l'Art Institute di Chicago che ospiterà la mostra nel 2009- a produrre e promuovere una mappatura dell'arte italiana (quasi 250 opere di oltre 100 artisti degli ultimi 40 anni). Lo sguardo di Italics comincia là dove si fermava l'ultima antologica sull'arte italiana (Metamosphosis dal 1943 al 1968 di Germano Celant nel 1995). Anche in quel caso la mostra fu promossa da un istituzione privata (il Guggenheim di New York) e lo stato italiano a guardare.
Ministro Bondi le cose non cambiano. A quando una netta, trasparente separazione fra carriera politica e gestione museale?

INCONTEPORANEA DI FRANCESCO STOCCHI

set 22
di Francesco Stocchi per "DiacoBlog"
Biennale di Architettura 2008 (14 settembre - 23 novembre)
S'inciampa facendosi male sugli eleganti e costosissimi gradini di vetro del ponte senza nome o "Ponte di Calatrava" (gia' soprannominato "ponte dei caduti") per arrivare fino all'Arsenale-Giardini dove si sprofonda. Meno male che tra l'uno e l'altro c'e' Venezia che ancora regge ai ripetuti tentativi di anestetizzarla.
La linea del direttore della Biennale di Architettura Aaron Betsky è chiara e inequivocabile come espresso sin dal titolo, "Out There: Architecture Beyond Building". Tradotto, niente edifici. Molto pensiero e un po'd'immaginazione per una Biennale altamente concettuale.
Un edizione in netto contrasto con quella del 2006 diretta da Ricky Burdett, ben piu' pragmatica, incentrata sul ruolo del design nella politica sociale.
Molti partecipanti hanno mostrato la giusta preoccupazione rispetto alla linea curatoriale temendo che ingorare gli edifici producesse troppe pseudo-installazioni di pseudo arte.
Qualche esempio: l'austriaco Coop Himmelb (l) au (foto) presenta "Astroballon 1969 feedback Space Revisited", in cui i visitatori sono invitati a entrare in una gigantesca struttura trasparente a forma di cervello dove viene visualizzata la loro frequenza cardiaca.
"Hall of Fragments", di David Rockwell con Casey Jones e Reed Kroloff, e' una camera oscura illuminata da simulazioni di stelle. Al centro è posta una clessidra con proiezioni di immagini corrispondenti al numero di visitatori presenti e alla velocità e direzione dei loro movimenti, il tutto condito da un gusto cinematografico in stile "Matrix".
Pareri italiani. Mario Botta, "Biennale Lunapark, appaltata all'estero" e Italo Rota, "La Biennale e' in mano agli inglesi e agli americani".
Per chi si reca a Venezia, un paio di consigli per dare senso al vostro viaggio.
(Ri)visitare la chiesa di San Giorgio agli Schiavoni, aperta tutti i giorni dalle 9 alle 12 e la squisita gelateria Alaska (Santa Croce 1159, dietro la stazione)

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