SONDAGGI E PREVISIONI A 6 GIORNI DAL VOTO DI LUIGI CRESPI

di Luigi Crespi.- Si apre l’ultima settimana prima del voto e a partire da oggi inizio una rubrica quotidiana dove senza violare la legge sulla par condicio cercherò di rappresentare gli scenari elettorali.
Vi sono alcune ragioni per le quali i sondaggi in questa tornata elettorale rischiano di essere uno strumento ad alta probabilità di errore, con questo intendo dire che lo strumento per sua natura misura la probabilità che un determinato fatto avvenga, ma le probabilità che questa misurazione sia particolarmente fallace in questa tornata elettorale si è moltiplicata in modo esponenziale.
I sondaggi si costruiscono su tre parametri fondamentali, le domande che si pongono al campione, (che sono ormai consolidate e non costituiscono elemento di variabile), l’elaborazione e la riparametrazione con le serie storiche e le regole con le quali il fatto sottoposto ad indagine demoscopia si deve verificare.
Questi fondamentali fattori, oltre ad altri necessari per la riuscita di un buon sondaggio, hanno subito in queste elezioni elementi di grande distorsione, analizziamoli.
Le regole con le quali il fatto sottoposto ad indagine demoscopia si deve verificare diventano elemento di grande problematicità, soprattutto per quanto concerne la legge elettorale, e soprattutto per l’attibuzione dei seggi al Senato.
Sono molti i partiti che nelle varie regioni, anche se a macchia di leopardo, possono o sono nella prossimità di raggiungere quota 8% e visto che la tornata elettorale non si sviluppa su due schieramenti e i soggetti politici che possono aspirare al superamento dello sbarramento si sono moltiplicati è evidente che questo determina un concatenarsi di probabilità, possibilità e calcoli tutti basati su dati marginali che rendono impossibile una previsione credibile sul Senato
In un sondaggio le domande che riguardano il futuro che vengono poste ad un campione rappresentativo di cittadini hanno lo stesso peso rispetto allo studio ed all’analisi delle serie storiche.
Nel 2006 ci siamo trovati di fronte allo stesso problema che ha generato molte differenze tra previsioni e dati reali ma era cambiata la legge elettorale.
Oggi le serie storiche servono a poco perché l’offerta politica è radicalmente cambiata.
Non ci sono due blocchi e la proposta politica che i partiti e schieramenti offrono agli elettori si è radicalmente modificata e questo rende particolarmente liberi gli elettori dai vincoli e dalle dinamiche elettorali abituali.
Insomma ammainate le vecchie bandiere e i vecchi simboli gli elettori non rispondono più per consuetudine al voto, ma tendono a farsi delle domande e questo rende fluido e talvolta imprevedibile il comportamento di alcune fasce dell’elettorato.
A tutto questo si aggiungono gli indecisi che in questa tornata elettorale non sono più numerosi del solito, ma è cambiata la loro natura perché si muovono con tre dinamiche differenti: i qualunquisti che alla fine o non vanno votare o si allineano con il resto degli italiani, gli indecisi di schieramento, cioè quelli che si collocano ad esempio nel centrodestra ma che non hanno deciso se votare PDL o Lega/MPA, ma tra questi ci sono anche coloro che non hanno ancora deciso se votare per lo schieramento di Berlusconi o La Destra di Storace e Santanchè e questo fenomeno è ancora più accentuato tra il PD, la Sinistra Arcobaleno e i Socialisti, e addirittura gli indecisi di sinistra non sanno se votare Sinistra Arcobaleno, Partito Comunista dei Lavoratori o la Sinistra Critica.
La terza categoria sono gli indecisi dell’antipolitica che non trovano collocazione con Grillo, e sono una parte di elettorato disilluso ed estremamente negativo.
Abbiamo parlato delle difficoltà dei sondaggi di misurare, ma questo mi fa anche prevedere una settimana di passione, lentezza negli scrutini, nelle proiezioni, decine di contestazioni ai seggi e quando finalmente sapremo chi ha vinto al nazionale cominceranno gli scrutini delle amministrative.
Insomma preparatevi avremo la prossima settimana densa di conti e polemiche, ma di questo avremo occasione di parlare domani in cui affronteremo il tema della rimonta del PD.








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